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Marco Marsilio

Marco Marsilio

Zona rossa le province di Pescara e Chieti, Marsilio: "Forte aumento dei contagi a causa delle varianti del Covid"

Il presidente della giunta regionale spiega i motivi che hanno portato alla decisione di prevedere il massimo livello di restrizione nel Pescarese e nel Chietino

La forte diffusione delle varianti, in particolare quella cosiddetta ‘inglese’, sta provocando nelle province di Chieti e Pescara un forte aumento dei contagi, che ha già messo a dura prova il sistema ospedaliero e la capacità di tracciamento delle Asl.
Questa la ragione principale che ha portato alla decisione di istituire la zona rossa nelle due province a partire da domenica 14 febbraio.

Proprio ieri, fanno sapere dalla Regione Abruzzo, il ministero della Salute ha diramato una nuova circolare che raccomanda l’adozione delle misure più restrittive per i territori colpiti dalle varianti in modo significativo.

Per questo motivo si rende necessario adottare le misure restrittive previste dall’articolo 3 del Dpcm vigente (“zona rossa”), non essendo sufficienti le misure previste dalla zona arancione che sta per decretare il ministro Speranza. Ministro con il quale Marsilio si è tenuto in costante contatto. 

Questo quanto fa sapere Marsilio: «Il ministro avrebbe egli stesso previsto la zona rossa per Chieti e Pescara nell’ordinanza che emanerà in giornata, d’intesa con la Regione, anche per semplificare e ridurre il numero dei provvedimenti. Tuttavia la sua attuale limitazione all’ordinaria amministrazione degli affari correnti non gli consente di fare altro che applicare la normativa vigente, senza poter assumere altre decisioni. Per questo, ho provveduto personalmente a emanare una mia ordinanza presidenziale "sentito il Ministro", con la stessa decorrenza e per la durata di 14 giorni. La variante inglese è micidiale, sta mettendo in ginocchio tutti i luoghi in cui è comparsa e si diffonde. Al confine con la provincia di Chieti, l’area di Termoli è già stata dichiarata zona rossa dal mio collega del Molise, altrettanto ha fatto la presidente Tesei in quasi tutta la vicina Regione Umbria, alle prese con una situazione talmente pesante da aver dovuto chiedere un bando della protezione civile per reperire medici e infermieri, ormai allo stremo. Richiamo e raccomando tutti alla massima attenzione: non ci sono zone "sicure". Anche le province dell’Aquila e Teramo registrano valori di Rt superiori a 1 (e quindi compatibili con la zona arancione), in risalita rispetto alle ultime settimane».

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