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Politica Portanuova / Viale Guglielmo Marconi

Su viale Marconi e il consiglio di Stato arriva la replica di Di Pino (Lega) a Costantini (Azione): "Veggente come mago Merlino"

Il tema tiene banco a Palazzo di Città e questa volta a rispondere è il consigliere comunale della Lega che sulle dichiarazioni fatte in merito agli approfondimenti chiesti dai giudici al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti apostrofa così il candidato sindaco e aggiunge: "Ha omesso di citare la delibera del 2019 del centrosinistra"

Il botta e risposta su viale Marconi non sembra trovare una soluzione a differenza della questione modifiche alla viabilità che, ormai è chiaro, ci saranno.

Questa volta a replicare al candidato sindaco e consigliere comunale di Azione Carlo Costantini è il consigliere comunale della Lega Salvatore Di Pino che lo paragona a un mago Merlino “con ambizioni da Nostradamus”. Una definizione che arriva a seguito delle dichiarazioni fatte dal primo in merito agli approfondimenti chiesti al ministero delle Infrastrutture e dei trasporti dal consiglio di Stato che sul ricorso presentato dal comitato Salviamo viale Marconi ha rimandato la decisione al 16 ottobre.

“Avere una palla di cristallo tra le mani, proprio come nelle favole e vederci dentro una sentenza del Consiglio di Stato sull'intervento di viale Marconi: è questo l'esercizio di magia del consigliere comunale redivivo Carlo Costantini”, esordisce Di Pino.

“Dopo essersi improvvisato esperto di trasporti ferroviari e aver cancellato con un tratto di penna tutto ciò che è stato fatto per trent'anni, tra atti, opere e lavori sulla filovia, portati avanti da cinque sindaci e da svariati presidenti della società di trasporti Tua (compresi quelli della sua sinistra), ora veste i panni di un chiaroveggente, tipo mago Merlino, con ambizioni da Nostradamus. Guarda nella sua palla che vede il futuro e confeziona una sentenza del consiglio di Stato, interpretando pro-domo sua quella che è una semplice pronuncia interlocutoria”, aggiunge rimarcando che il consiglio di Stato ha chiesto “risposte puntuali relativamente ad una serie di questioni sollevate nel ricorso dei cittadini”.

“Le domande poste al ministero dal consiglio di Stato a fini conoscitivi diventano per Costantini risposte favorevoli alle sue tesi dell'organo giudicante. Se il consiglio di Stato avesse avuto risposte da dare avrebbe già confezionato la sentenza. Invece non è così”, chiosa ribadendo che una relazione al ministero i giudici l'avevano già chiesta e che dunque si tratta solo di un rinvio della decisione per avere gli approfondimenti su temi di cui al ministero si era già chiesto.

Si tratta quindi, incalza Di Pino, “di un passaggio normalissimo in un giudizio, come dovrebbe sapere bene Costantini, e ha rinviato qualsiasi decisione al momento in cui avrà acquisito il parere del ministero. Nella sua lettura visionaria dei documenti, Costantini dimentica di citare una delle richieste del consiglio di Stato al ministero, relativa alla delibera numero 406 del 24 maggio 2019, la madre di tutti i provvedimenti su via Marconi, approvata tre giorni prima delle elezioni dall'ex sindaco Alessandrini e dalla sua giunta al cui interno c'erano molti di quelli che oggi protestano”.

“Quella delibera, e Costantini dovrebbe conoscere la cosa, è alla base di tutto ed è stata creata e approvata dalla stessa coalizione di centrosinistra che oggi rinnega il proprio progetto. È partito tutto da lì, compresa la cancellazione di tutti i posti auto sul lato monte di via Marconi, introducendo la corsia preferenziale”, torna quindi a dire.

“Come un disco rotto, Costantini torna anche a rilanciare la proposta di istituire una commissione di indagine di fine mandato in seno al consiglio comunale, su viale Marconi. Una commissione ipotizzata due mesi prima dello scioglimento del consiglio comunale e quindi inutile perché non avrebbe modo di fare alcunché se non cominciare a tirare fuori tutte le delibere e gli atti del Comune, che sono pubblici e ben conosciuti e controllati da tutti”, prosegue il consigliere della Lega che sottolinea: “il primo documento sarebbe proprio quella delibera del 2019 che prevedeva, oltre all'eliminazione dei posti auto lato monte, anche le isole salva-pedoni e i tagli in mezzo alle rotatorie che i cittadini chiedono di superare. L'amministrazione ha cercato di trovare una soluzione alle previsioni di quell'atto, approvato frettolosamente in scadenza di una consiliatura fallimentare, quella di Alessandrini. Non mi pare che si sia nascosto alcunché sotto al tappeto- conclude -, anzi se qualcuno ha cercato di nascondere sotto al tappeto i propri atti, è stato il centrosinistra”.

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