Sabato, 13 Luglio 2024
Politica Cepagatti

Per la vertenza Riello presentata un'ipotesi di accordo fra l'azienda e i sindacati

Lo ha fatto sapere l'assessore regionale Pietro Quaresimale parlando di un passo importante verso la risoluzione della vertenza per i 90 lavoratori interessati dalla chiusura dello stabilimento di Cepagatti

La proprietà della Riello ha presentato ai rappresentanti dei sindacati un'ipotesi di accordo per la vertenza riguardante la chiusura dello stabilimento di Villanova di Cepagatti,che vede coinvolti 90 lavoratori. Lo ha fatto sapere l'assessore regionale Pietro Quaresimale, commentando il documento che si muove su cinque punti e che di fatto accoglie la gran parte delle richieste avanzate dai sindacati per tutelare i lavoratori: il primo punto riguarda l’applicazione del possibile accordo sindacale a tutti i 90 addetti dello stabilimento, includendo dunque anche i 19 lavoratori impegnati nel centro ricerche della Riello che in un primo momento erano stati esclusi. Il secondo punto prevede l’applicazione della cassa integrazione per cessazione di attività per un anno a tutti i lavoratori; il terzo punto impegna la società e le istituzioni al processo di re-industrializzazione del sito produttivo con la ricerca di nuovi acquirenti;  il quarto punto regola una serie di incentivi economici ai lavoratori che, esclusa la Cig per un anno, decidono di lasciare l'azienda ed infine il quinto punto con incentivi economici per i lavoratori che accetteranno il trasferimento nei siti produttivi del nord Italia dove la Riello delocalizzerà la produzione. L'assessore ha parlato di un risultato importante che fornisce ai lavoratori un ventagli di soluzioni da poter scegliere:

"È il caso di ricordare che solo un mese fa il primo incontro del tavolo istituzionale aveva certificato la chiusura dello stabilimento e il licenziamento collettivo di tutti i lavoratori. Quindi non esisteva alcuna possibilità di scelta. Il fatto di aver ottenuto dall’azienda la possibilità di applicazione della Cassa integrazione per un anno a tutti i lavoratori rappresenta un dato importante perché da un lato apre l’ombrello degli ammortizzatori sociali sulla testa dei lavoratori e dall’altro concede tempo alle istituzioni di trovare acquirenti per la reindustrializzazione del sito”

Nel dettaglio, l'accordo prevede per gli incentivi ai lavoratori 45 mila + 5 mila euro di bonus in caso di dichiarazione di abbandono entro 30 giorni; 25 mila + 5 mila euro di bonus in caso di decisione dal 31° giorno fino al 31 luglio 2022. Per chi invece dovesse accettare il trasferimento in altra sede, l'azienda prevede il rimborso di tutte le spese per il primo mese successivo al trasferimento, 20 mila euro per i successivi due anni e 5 mila euro di una tantum. Ora saranno i lavoratori a dover decidere se e come accettare l'ipotesi di accordo che sarà sottoscritto e sottoposto durante il tavolo nazionale al Mise del 3 novembre.

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