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La vertenza Brioni approda in consiglio comunale a Penne, Marini: "Ora è tardi per tutto"

Dopo i 700 tagli operati dall'azienda, la questione è stata portata nei giorni scorsi in assise civica su richiesta di Penne Ribelle. D'Alfonso: "Ridare vita a un piano industriale"

Dopo i 700 tagli operati dall'azienda, la vertenza Brioni è approdata nei giorni scorsi al consiglio comunale di Penne, su richiesta del consigliere d'opposizione Gabriele Frisa (Penne Ribelle), che dichiara: "Abbiamo voluto questo consiglio comunale, straordinario e aperto, invitando tutti i parlamentari abruzzesi, nonché gli assessori regionali e il governatore Marsilio. Bisogna salvaguardare i posti di lavoro anziché licenziare gli operai".

Più pessimista la sua collega Sonia Marini, che a IlPescara.it dice: "Ora è tardi per tutto. Bisognava avere più attenzione e riguardo in passato, non adesso. E invece per anni si è rimasti con le mani in mano a guardare il decadimento di un colosso come la Brioni. Ma dove erano i nostri amministratori e i nostri parlamentari? Solo grazie alle battaglie di Penne Ribelle, che si è conquistata il posto in opposizione, è stato indetto un consiglio straordinario ad hoc. La cosa che più mi lascia sgomenta è che all'assise civica hanno partecipato soltanto i parlamentari dell’opposizione. E i nostri rappresentanti della Regione Abruzzo dov’erano?".

In effetti all'incontro, oltre ai sindacati, sono intervenuti soltanto la pentastellata Daniela Torto e i Dem Michele Fina e Luciano D’Alfonso, con quest'ultimo che ha dichiarato: "Ci sono due battaglie da fare. La prima sfida è ridare vita a un piano industriale: abbiamo la possibilità di chiedere un piano di sviluppo attraverso un contratto di sviluppo che semplifichi le procedure di investimento, che assegni dotazioni straordinarie, che generi deduzioni fiscali con la 4.0. Contemporaneamente bisogna dimostrare una vulnerabilità sociale: ci vogliono i dati, un dossier e la volontà dell’impresa".

E Sonia Marini aggiunge: "Sono rammaricata perché non si è presentato nessun amministratore della Regione, in quanto anche loro erano impegnati in un consiglio, ma avrebbero potuto delegare, mandare un rappresentante. La Brioni è stata il pilastro portante dell’economia dell'area vestina perché portava lavoro a tutti i commercianti pennesi, vista la gran mole di dipendenti. Possibile che soltanto oggi, grazie a Penne Ribelle, si cominci a sbraitare? Lo smembramento del personale è iniziato già da una miriade di tempo, ci voleva Penne Ribelle in opposizione per fare luce su questo fenomeno?".

Dal canto suo il Comune, tramite il sindaco Gilberto Petrucci, ha fatto sapere che sta affrontando seriamente il problema, cercando di risolvere la questione il prima possibile. L'obiettivo, dunque, è di non lasciare soli i lavoratori.

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