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Vendola a Pescara: "A L'Aquila servono case, non loculi"

Il leader di Sinistra e Libertà Nichi Vendola è intervenuto ieri a Pescara durante la festa del movimento a Villa Sabucchi: "Gli aquilani hanno diritto a una città e non a dei loculi"

Parco Sabucchi gremito per il comizio con cui ieri sera Nichi Vendola ha acceso la prima giornata della festa di Sinistra Ecologia e Libertà. Il governatore della Puglia ha parlato soprattutto del lavoro e delle prospettive per le nuove generazioni, ma non ha trascurato l'Abruzzo e L'Aquila: «La sconfitta di Stefania Pezzopane alle ultime elezioni provinciali è stata una vera ingiustizia. Quando ho saputo che non ce l'aveva fatta, ho pianto», ha esordito Vendola. Poi un affondo al premier Silvio Berlusconi sulla ricostruzione: «L'Aquila è una delle città d'arte più belle del mondo e lui (Berlusconi, ndr) parlava di New Town: si vergogni. Gli aquilani hanno diritto a una città e non a dei loculi. Io nella mia vita ho visto vari terremoti: la ricostruzione dell'Umbria è stata un capolavoro. A L'Aquila c'è stata una filantropia di regime che nascondeva una vergognosa storia di affari. Solo Sabina Guzzanti, con il suo film, ci ha fatto capire la verità».

Il ruolo politico dell'Abruzzo, per Vendola, si colloca in stretto rapporto con il Mezzogiorno: «Bisogna rimettere l'Abruzzo in collegamento con il sud. Noi non dobbiamo essere "sudisti", ma meridionalisti, proiettati verso il Mediterraneo e l'Europa. Il sud deve veicolare un'idea di bellezza, creatività e qualità della vita». Vendola ha poi riservato un saluto «ai precari della scuola. E' stata operata una marginalizzazione dei maestri e degli insegnanti, la scuola pubblica è stata sconfitta. La crisi non si combatte con i tagli, ma puntando sulla ricerca, investendo sulla scuola e sull'università». Non negando di poter essere lui il candidato premier per il centrosinistra alle prossime elezioni («Deciderà il popolo»), Vendola ha illustrato la ricetta per vincere: «Non possiamo ripercorrere i vecchi sentieri. Dobbiamo analizzare il berlusconismo, che è ormai entrato dentro di noi. Berlusconi, parlando di sentimenti come l'invidia e l'amore, ha proiettato 20 anni di Beautiful sulla scena pubblica».

Quale dovrà essere l'atteggiamento della nuova sinistra? "Non è vietato parlare con i poteri forti: possiamo farlo, ma con l'orgoglio delle nostre ragioni e delle nostre idee, non in ginocchio. Vorrei che lo slogan fosse quello di un famoso film: io non ho paura». Immancabile il tema del lavoro: «Ci sono 1200 morti all'anno e c'è chi critica le leggi sulla sicurezza sul lavoro?», si è chiesto Vendola, attaccando l'ad della Fiat, l'abruzzese Sergio Marchionne: «Marchionne sbaglia perchè prospetta una globalizzazione inaccettabile. Il diritto di sciopero non è un retaggio bolscevico. E' un errore guardare alla Cina come modello. Chi non conosce la fatica fisica parla a vanvera del lavoro in fabbrica».

Stuzzicato sui recenti scandali della sanità in Abruzzo, Vendola ha infine detto: «La corruzione nella sanità non è una caratteristica esclusiva del sud. Il livello di corruzione della sanità è molto stratificato, ma non si può fare demagogia. E' un discorso molto complesso. In realtà bisogna soprattutto garantire il diritto dell'ammalato a essere accolto e curato, nonchè investire sui servizi socio-assistenziali in grado di drenare la domanda».

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