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Vendita di una parte del Mediamuseum, pioggia di emendamenti da parte del Pd

Sotto la lente d'ingrandimento anche la consulenza da 160.000 euro per un professionista esperto di finanziamenti del Pnrr. Il capogruppo Dem Giampietro: "Così non si va da nessuna parte"

Nell'ambito dell'aggiornamento del documento unico di programmazione 2022-2024, si è tenuto questa mattina il consiglio comunale per discutere della vendita di una parte del Mediamuseum, che un tempo ospitava il tribunale, su cui il Pd e il Movimento 5 Stelle hanno presentato una pioggia di emendamenti (ben 45). Si parla di 303 metri quadri di superficie per un valore pari a 2.834.000 euro. Va tuttavia precisato che l'area interessata non riguarda l'attuale museo del cinema, ma un altro punto dell'immobile.

Interpellato da IlPescara.it, il capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale Piero Giampietro afferma: "Negli ultimi 3 anni la giunta Masci si è avventurata in ipotesi così bizzarre e fallimentari, sulla gestione del patrimonio immobiliare del Comune, che sarebbe necessario un esame di coscienza anziché continuare sulla stessa linea. In piena emergenza edilizia scolastica è stato messo in vendita, con tanto di cambio di destinazione d’uso a favore di palazzi residenziali, l’unico sito che avrebbe potuto rappresentare un’alternativa, e cioè l’ex casa di riposo di via Arapietra, che si prepara ad essere svenduta dopo la prima asta andata a vuoto. Sul mercato coperto di piazza Muzii, poi, due anni di forzature sul cosiddetto polo dell'alta moda hanno prodotto un bando andato deserto".

E non finisce qui: "Ora - aggiunge Giampietro - arriva la spallata sull’ex tribunale, che viene messo parzialmente in vendita proprio quando il ministero ha finanziato un progetto che lo vede per intero protagonista di un polo museale all’avanguardia assieme alla Fondazione Tiboni, che già gestisce il Mediamuseum. Abbiamo dato loro la possibilità di dimostrare di voler ascoltare la città, presentando emendamenti correttivi, ma hanno alzato il solito muro. Così non si va da nessuna parte".

Oggi si è parlato anche della consulenza da 160.000 euro per un professionista esperto di finanziamenti del Pnrr, e al riguardo Giampietro conclude: "Non si può più ascoltare la teoria che queste risorse servano per la manutenzione delle strade, visto che i soldi per le consulenze d’oro da 160mila euro li hanno trovati eccome e stiamo cercando di stralciarli dal documento unico di programmazione perché si tratta di una cosa davvero inaccettabile".

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