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Martedì, 25 Giugno 2024
Politica

Velocizzazione della ferrovia Pescara-Roma, coro unanime della politica perché si realizzi, ma sull'iter le posizioni divergono

Il punto è stato fatto nel corso del consiglio comunale straordinario convocato ad Avezzano cui hanno preso parte diversi parlamentari abruzzesi

Le posizioni sul “a che a punto siamo” sono contrastanti così come sulle risorse i pareri divergono, ma su una cosa sono tutti d'accordo: la velocizzazione della ferrovia Pescara-Roma va fatta e il più in fretta possibile.

La politica si è riunita ieri ad Avezzano nel consiglio comunale straordinario di Avezzano che ha visto al centro proprio il progetto del raddoppio ferroviario che da mesi tiene banco dentro e fuori la politica tra la necessità di dare una spinta allo sviluppo e quella dei territori che chiedono da tempo modifiche al tragitto per evitare danni alle loro comunità in termini ambientali e di vivibilità.

Un tema questo rilanciato nei giorni scorsi dal sindaco di Manoppello Giorgio De Luca che ha rivolto un invito al ministro alle infrastrutture e i trasporti Matteo Salvini perché si rechi nei luoghi dove la nuova ferrovia dovrebbe passare.

Diversi i parlamentari, i consiglieri e gli amministratori abruzzesi presenti nella sala consiliare divisi tra chi parla di fondi da trovare, chi di fondi già disponibili e chi di passi indietro rispetto al punto cui si era arrivati quando presidente del consiglio era Giuseppe Conte. Divisioni, ma con una consapevolezza comune: per arrivare alla messa in opera e la realizzazione del progetto serve fare squadra. Un punto questo su cui leva ha fatto in particolare il senatore di Fratelli d'Italia Etel Sigismondi che ha ribadito come la velocizzazione della Pescara-Roma sia una priorità non solo per l'Abruzzo, ma per tutto il Paese parlando quindi della necessità di “reperire le risorse economiche mancanti per completare l'opera” e che ammontano complessivamente a circa 5 miliardi di euro, e nel frattempo “essere capaci di utilizzare le risorse economiche già assegnate al nostro territorio mediante una immediata definizione del progetto”. L'occasione per lui per ribadire anche il valore di altre opere progettuali come la bretella L'Aquila-Tagliacozzo con l'impegno preso a Roma per far sì che l'Abruzzo ottenga risultati su quattro priorità d'intervento: la trasversalità tirreno- adriatica, il rafforzamento della dorsale adriatica, le infrastrutture portuali e l’aeroporto.

A replicare il senatore Luciano D'Alfonso (Pd) per il quale altre risorse non servono perché ci sono già ed è questo uno dei quattro punto di forza che possono garantire che quella della velocizzazione della ferrovia Pescara-Roma si trasformi in un'opera realizzata. Gli altri tre consistono nel fatto, sottolinea, che l'investimento è già negli atti di rilievo della programmazione nazionale, che “ci sono i poteri straordinari coincidenti con la figura del commissario realizzatore” e che “ci sono procedure dedicate per quanto riguarda il pronunciamento del comitato Via (Valutazione di impatto ambientale) e il consiglio superiore dei lavori pubblici). “Per chi sostiene che le risorse non siano sufficienti, noi possiamo rispondere al contrario che le risorse hanno la capienza per non conoscere interruzioni nell’attività di cantiere, poiché progressivamente, in itinere, si può replicare anche in Abruzzo quel dialogo collaborativo governo, amministrazioni centrali, enti strumentali e Abruzzo, in maniera tale che quest’ultima metta sul tavolo sotto forma di anticipo, proprio per la Pescara-Roma, una percentuale delle notevoli disponibilità derivanti dalla programmazione europea e nazionale riferita alle infrastrutture, come è già accaduto con le anticipazioni effettuate con le risorse del Masterplan”, ha infatti detto nel corso del suo intervento sostenendo che “basterebbe il 40 per cento, come fosse un fondo di rotazione per evitare che le originarie disponibilità per l’infrastruttura Pescara-Roma non si fermino quando quelle sono già state utilizzate”. Quindi la proposta di attivare una cabina di monitoraggio tra enti locali, Regione, parlamentari e commissario di governo perché si proceda senza interruzioni sottolineando che la ferrovia rappresenta la modernità e quindi lo sviluppo del territorio oltre che un miglioramento della qualità della vita dei cittadini in termini di spostamenti e inquinamento e che proprio quella della Pescara-Roma è l'infrastruttura in grado di far nascere le “Città elettive”: la Pescara-Sulmona, la Sulmona-Avezzano e la Avezzano-Roma.

A rivendicare il ruolo avuto dalla giunta regionale guidata da Marco Marsilio perché si arrivi alla concreta realizzazione dell'opera sono stati il capogruppo FdI in consiglio regionale Massimo Verdecchia e il parlamentare del partito Guerino Testa con il primo che ha ricordato che nel 2022 era stato proprio Marsilio a sottoscrivere con la Regione Lazio, Rfi e ministero delle infrastrutture e dei trasporti il protocollo d'intesa per la velocizzazione della tratta Pescara-Roma.Quella cui ci si trova davanti, ha aggiunto, “è una svolta per la nostra regione” con Testa che si è anche lui appellato all'unità di istituzioni e cittadini nell'andare avanti “nonostante qualche 'dazio' da pagare”, ha aggiunto come a voler sottolineare che tutti non potranno essere accontentati. La “mission” per lui è ben definita ed è quella di “eliminare il deficit infrastrutturale dell’Abruzzo, non più tollerabile per un territorio che oggi ha tutte le condizioni per allinearsi agli standard di regione evoluta. Occorre procedere speditamente, senza intoppi localistici”.

Di parere diverso sull'iter con cui si sta procedendo per arrivare a realizzare l'opera è il consigliere regionale M5s Giorgio Fedele per il quale “il progetto della ferrovia Pescara-Roma ha fatto un clamoroso passo indietro rispetto ai risultati ottenuti durante il Governo Conte. Oggi siamo tornati nella sfera delle promesse”, ha detto nel corso del suo intervento nel consiglio comunale straordinario di Avezzano. Di qui l'appello agli attuali parlamentari abruzzesi, quelli del centrodestra in particolare , perché facciano, come hanno fatto quelli del Movimento ha tenuto a sottolineare, “pressione per inserire l’opera nel contratto di programma con le ferrovie italiane e prevedere, così, il rifinanziamento del potenziamento ferroviario fino ad arrivare alla somma oggi necessaria per i lavori sulle tratte interessate. Successivamente dovrà essere definita una cabina di regia politica, trasversale e comprendente tutti i soggetti, sia politici che tecnici, affinché venga tenuta alta l’attenzione sul tema e si vigili sulla destinazione dei fondi stanziati per il progetto”.

Michele Fina, senatore del Pd, a infine rimarcato come suo ruolo e quello del suo partito sarà quello di vigilare perché si vada avanti spediti ricordando che proprio il ministro Salvini poche settimane fa “rispondendo ad una mia domanda, ha reso noti difficoltà e rallentamenti, suscitando la preoccupazione di tutto il territorio. Va ribadita e perseguita la priorità dell’opera e tutti gli enti interessati, a cominciare dalla Regione e dal governo, devono farlo con le azioni e gli atti necessari, collaborando e ascoltando anche le popolazioni interessate per venire incontro alle loro necessità”, ha concluso.

Ministro che, va ricordato, ha avuto un incontro nei giorni scorsi proprio con Marsilio che ha rassicurato parlando di “determinazione” da parte di Salvini nell'andare avanti sia con questa opera infrastrutturale che con altre che per l'Abruzzo sono prioritarie.

Insomma al di là delle differenti posizioni che fanno parte dell'animato dibattito politico sul tema, tutti sembrano remare in un'unica direzione compresi quei territori che però, sul come dovrà essere realizzato il progetto, continuano a chiedere di essere ascoltati rivendicando l'importanza di tutelare ambiente e cittadini.

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