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Martedì, 25 Gennaio 2022
Politica

Di Iacovo: "Un errore istituire in Italia vagoni per sole donne"

Per lo scrittore e consigliere comunale, questa è "un'iniziativa mossa da buone intenzioni ma che manca completamente il punto di come poter combattere la violenza di genere"

Istituire in Italia vagoni per sole donne "è un errore" perché "rappresenta l’ammissione di una sconfitta nel tutelare la donna. Non si combatte la violenza con la segregazione". Lo afferma lo scrittore e consigliere comunale Giovanni Di Iacovo in un post pubblicato su Facebook. "La recente notizia di due violenze sessuali consumate nel giro di pochi minuti ai danni di due giovani donne diverse sulla tratta Milano-Varese è una notizia terribile - aggiunge l'ex vice sindaco - Ora si discute della possibilità di istituire carrozze solo per donne. È un'iniziativa mossa da buone intenzioni ma che a mio avviso manca completamente il punto di come poter combattere la violenza di genere. È vero, la vicinanza di altre donne rende una carrozza un posto più sicuro, ma queste sono pratiche di autotutela che le donne mettono in atto proprio perché vivono in una società che non le fa sentire al sicuro: guardarsi le spalle, pensare di continuo alla propria sicurezza, aver bisogno di trovare uno sguardo rassicurante in un’altra donna sono il prodotto di sessismo e violenza nella società, non il rimedio ai pericoli che una donna deve affrontare".

Di Iacovo ricorda che "esistono già carrozze di questo tipo, ma sono in Paesi dove le donne non possono frequentare gli stessi spazi pubblici degli uomini, come in Iran o negli Emirati Arabi Uniti. Isolare donne su vagoni speciali manda il messaggio che le violenze nei loro confronti siano qualcosa di inevitabile e a cui non c’è soluzione. Le istituzioni accettano l’idea che per le donne sia normale incorrere continuamente nel pericolo di essere molestate o stuprate, senza fare nulla in merito che non sia allontanarle dalla minaccia. Inoltre, la proposta di istituire carrozze per sole donne è offensiva anche per gli uomini, considerati incapaci di contenere i propri istinti di fronte a una donna sola".

Secondo Di Iacovo "una società equa si costruisce insieme, non con le donne recintate. Al di là del problema dei mezzi, sappiamo inoltre che la violenza di genere si esprime soprattutto in quello che dovrebbe essere lo spazio sicuro per eccellenza: la casa. Non esistono quindi luoghi che possiedono di per sé la garanzia di essere sicuri per le donne, perché la violenza non la commettono le circostanze, ma le persone. Più che vivere in un Paese che mette a disposizione della donna spazi segregati per farla sentire più al sicuro, preferirei vivere in un Paese in cui la donna si senta libera di vivere e occupare tutto lo spazio che desidera, con chi desidera, senza sentirsi costantemente minacciata dalla violenza".

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