Lunedì, 22 Luglio 2024
Politica

Mancanza di neve sugli Appennini, l'assessore D'Amario al ministro Santanchè: "Subito un piano di aiuti"

Istituito un tavolo permanente sul problema dopo l'incontro avuto a Roma: a rischio imprese e posti di lavoro

Un piano di aiuti immediato che sia rivolto a tutti gli operatori della neve, dagli impiantisti ai maestri di sci, fino a lavoratori che a causa della situazione climatica non si sono visti rinnovare i contratti di lavoro.

Questa la proposta avanzata dall'assessore regionale al turismo Daniele D'Amario, in qualità di presidente della commissione politiche della conferenza delle Regioni, al ministro Daniela Santanché. Una proposta fatta nel corso dell'incontro convocato dalla stessa Santanchè per fare il punto sul problema “neve” ovvero sulla sua mancanza in buona parte degli Appennini con i conseguenti danni a tutto il settore tra prenotazioni annullate e stazioni sciistiche mai aperte.

“E’ necessario pensare ad un programma di aiuti che limiti i danni derivanti dal blocco forzato della turismo invernale per mancanza di neve – dichiara D'Amario -. La nostra richiesta è rivolta al ministero del Turismo chiamato a svolgere un ruolo di raccordo tra il governo e le Regioni”. A livello istituzionale si aprirà un tavolo permanente tra le Regioni dell'Appennino e il ministero, “per far sì che si avviino tutte le azioni per portare l’Appennino ad essere macro destinazione turistica”, fa quindi sapere l'assessore regionale riferendosi alla decisione presa nel corso dell'incontro.

Per finanziare il piano straordinario il coordinatore del turismo e gli assessori regionali presenti hanno anche proposto al ministro Santanchè di svincolare le somme non spese dalla Regioni inserite nel decreto 41 che prevede aiuti alle imprese del turismo montano che hanno riportato danni economici a causa del blocco per covid, ma è sui tempi di intervento per l’erogazione di aiuti che “si gioca la partita più importante e decisiva – incalza D'Amario -, perché dobbiamo dare risposte immediate agli operatori. Il modello adottato con il precedente Governo quando abbiamo concordato ristori al turismo della montagna per il covid, è un modello assolutamente ripetibile che ha garantito velocità e riduzione della burocrazia”.

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