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Politica Bussi sul tirino

Il capogruppo Testa (Fdi) attacca il Pd sulla discarica di Bussi: "Basta con le farse"

Il capogruppo alla Regione di Fratelli d'Italia attacca i consiglieri regionali Pd sulla questione della bonifica della discarica di Bussi

Duro attacco del capogruppo di Fratelli d'Italia alla Regione Guerino Testa ai consiglieri Pd, in merito alla questione della bonifica della discarica di Bussi, a seguito della notizia riguardante lo sblocco della causa civile contro la Edison e il conseguente avvio dei lavori di bonifica. Secondo Testa, il Pd continua a fare attività di lobby fingendo di tutelare gli interessi di Bussi ma impedendo la bonifica, parlando di farsa da parte di Blasioli e Paolucci

"I rappresentanti del partito democratico hanno finora permesso che si perpetrasse un danno enorme a scapito di quel territorio e dell’intera regione, senza muovere un dito con il proprio partito di riferimento e con quelli alleati. Torno a ribadire come siano ben due gli anni di mancata apertura del cantiere per colpa dell’ ex Ministro Costa e dell’allora sottosegretario Morassut che hanno difeso gli interessi di Edison anziché quelli dei
cittadini di vedere bonificata l’area inquinata. Gli esponenti regionali del Pd insistono con l’illazione secondo la quale regaleremmo denaro ai privati, quando è chiaro che la responsabilità è totalmente di Edison e che la stessa risarcirà fino all’ultimo centesimo la somma impegnata. "

Solo grazie all'interrogazione di Fratelli d'Italia, prosegue Testa, presentata nei giorni scorsi dal deputato Alessio Butti, sono stati nuovamente stanziati i 47 milioni di euro destinati alle operazioni di bonifica, mentre la commissione speciale costituita sul caso di Bussi non ha avuto alcun esito a causa del loro atteggiamento arrogante:

"Anche qui, nel rinfrescare la memoria ai due esponenti del Pd, ricordo come gli stessi abbiano scelto di redigere un documento, frutto delle sole interpretazioni delle minoranze , di presentarlo direttamente al pubblico
attraverso una conferenza stampa e di pretendere che venisse approvato, nonostante la bizzarra modalità - dal Consiglio regionale, senza che la maggioranza di governo lo condividesse. Hanno, quindi, seppellito con le loro mani la commissione d’inchiesta. Ora, si può anche discutere se riaprirla o meno per concludere degnamente il lavoro svolto, attraverso un giudizio finale, ma si scordassero di usarla per rappresentare le loro false verità e le loro versioni dei fatti, al solo scopo di tentare di difendere le loro gravi responsabilità omissive e i danni che hanno prodotto”. Ricordiamo che ieri 15 novembre era arrivata la conferma dal presidente del tribunale dell'Aquila della ripresa del procedimento civile contro Edison con la calendarizzazione delle nuove udienze.

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