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Terme di Caramanico, Blasioli (Pd): "Ancora in standby l'assegnazione delle acque". In scadenza la quinta asta

Il vice presidente del consiglio regionale Antonio Blasioli teme per l'esito dell'asta relativa all'aggiudicazione delle acque. "I ritardi stanno mortificando, ancora una volta, il comprensorio della Maiella".

Scadrà martedì 18 giugno, alle 12, il termine per partecipare alla quinta asta per i due lotti della procedura fallimentare relativa alle Terme di Caramanico. Si teme per l’esito e per il comprensorio della Maiella. Questa volta, fa sapere il vice presidente del consiglio regionale Antonio Blasioli, è cambiata la modalità, visto che si è passati a un’asta online asincrona, oltre a registrare un ulteriore ribasso dei prezzi, fissato questa volta in 5.687.876 euro per il lotto 1 (lo stabilimento termale), la cui perizia fissava il valore a circa 10 milioni di euro, e 7.958.349 euro per il lotto 2 (la spa), il cui valore periziato era pari a circa 14 milioni.

«Ciò che colpisce è che dopo le entusiaste e scomposte reazioni del centrodestra regionale durante la campagna elettorale, nel corso della quale hanno annunciato trionfanti l’assegnazione in concessione dell’utilizzo delle fonti termali, in realtà anche questa asta si sta tenendo, almeno stando alle notizie in nostro possesso e alle mancate risposte di Areacom, senza un formale aggiudicatario delle acque», sottolinea il consigliere regionale Antonio Blasioli in una nota.

Areacom, l’Agenzia regionale per la committenza, che ha tenuto la gara per la concessione, dallo scorso febbraio sta effettuando la verifica dei requisiti della ditta che ha presentato l’offerta vincente, la Dre srl, «una società che non vanta esperienze precedenti nella gestione di stabilimenti termali», si precisa nella nota.

A seguito dell’esito del lavoro della commissione di gara, annunciato lo scorso febbraio, i consiglieri regionali del Pd hanno scritto una prima volta ad Areacom l’11 aprile per avere contezza dei documenti e del fatto che la gara fosse stata effettivamente aggiudicata. La risposta di Areacom, datata 15 aprile, specificava come la procedura non fosse conclusa poiché era ancora in corso il controllo dei requisiti. La richiesta è stata inoltrata anche il 15 maggio e la risposta, si legge ancora nella nota, è stata la stessa: «i controlli non erano ancora terminati».

«Il 31 maggio infine abbiamo scritto per la terza volta ad Areacom, facendo presenti alcuni errori formali contenuti nella determina direttoriale di febbraio, la n. 12/2024, di aggiudicazione della gara», aggiunge Blasioli. «Nella determina era infatti scritto che l’aggiudicazione avveniva sulla base degli articoli 80 e 86 del D. Lgs. 50/2016 (il vecchio codice dei contratti). Tuttavia la procedura era stata effettuata sulla base del D. Lgs. 36/2023, cioè il Codice più recente. Sembra un cambiamento di poco conto e invece non lo è, perché la normativa attuale non avrebbe permesso ad Areacom di effettuare un affidamento subordinato alla verifica dei requisiti, come invece avvenuto. In sostanza, Areacom avrebbe dovuto prima effettuare i controlli e solo in seguito aggiudicare definitivamente la procedura».

Nessuna risposta è arrivata. «Da parte nostra continuiamo a pensare che riunire in un unico proprietario, cioè la Regione, la gestione delle acque e le strutture immobiliari, sia l’unica possibilità per una concreta e reale possibilità di vendita delle terme di Caramanico. La Regione a guida Marsilio non è di questo avviso, ne siamo consapevoli, ma con questo abissale ritardo sta mortificando, ancora una volta, il comprensorio della Maiella», conclude nella nota Blasioli.

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