Guerra tra i tassisti di Pescara e Chieti in aeroporto, Masci critica la suddivisione di Marsilio

Il decreto del governatore ha assegnato i 10 stalli all'interno dello scalo aeroportuale di cui 8 per i tassisti di Pescara e 2 per quelli teatini

Il sindaco di Pescara, Carlo Masci, critica pesantemente il decreto del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, con la quale è stata stabilita la suddivisione tra i tassisti pescaresi e quelli di Chieti nell'aeroporto d'Abruzzo.
Il decreto del governatore ha assegnato i 10 stalli all'interno dello scalo aeroportuale di cui 8 per i tassisti di Pescara e 2 per quelli teatini.

Il primo cittadino sottolinea il suo disappunto proprio per la scelta di assegnare 2 posti agli operatori della città di Chieti.

Questo quanto evidenzia Masci:

«Tale scelta, seppur assunta nell’alveo di un quadro normativo apparentemente lineare, consente ai tassisti teatini di utilizzare lo stallo aeroportuale e di acquisire, oltre ai viaggiatori che scendono nello scalo pescarese, anche clientela sul territorio comunale di Pescara, circostanza assolutamente vietata dalla legge. Tale assegnazione pertanto non risolve in alcun modo quel dissidio che da decenni vede contrapposto il Consorzio dei Tassisti di Pescara e gli operatori teatini».

Il sindaco, in accordo con tutti i capogruppo di maggioranza, Vincenzo D’Incecco (Lega), Zaira Zamparelli (Fratelli d'Italia), Roberto Renzetti (Forza Italia), Berardino Fiorilli (Amare Pescara), Adamo Scurti (Pescara Futura), Massimiliano Pignoli (Udc), «stigmatizza pertanto tale decisione scaturita dopo la conferenza dei servizi indetta dal Comune di Chieti, l’Enac, Saga e Regione Abruzzo. Una decisione ritenuta assolutamente inadeguata per addivenire a una corretta risoluzione del problema e disinnescare quella tensione che contrappone gli operatori all’interno dello spazio aeroportuale e che ha visto in passato anche episodi di aggressioni verbali e fisiche».

Masci confida pertanto in un «percorso diverso che tenga presente la dimensione urbanistica della città di Pescara, nella quale confluiscono la gran parte dei percorsi che partono dall’aeroporto Liberi e in una regolamentazione precisa che impedisca ai tassisti di Chieti di poter utilizzare l’area della clientela pescarese».

Sul tema interviene anche il vicepresidente del consiglio comunale, Berardino Fiorilli:

«L’aver assegnato ben due postazioni taxi fisse a Chieti all’interno dell’aeroporto di Pescara è stato un grave errore da parte del presidente Marsilio che, purtroppo, non ha compreso di aver favorito un "cavallo di Troia". Quella presenza, oggi avallata dalla Regione Abruzzo, causerà sovrapposizioni del servizio, ingerenze, confusione tra i clienti che, una volta atterrati, avendo bisogno di un mezzo per raggiungere la propria meta, non possono preoccuparsi di capire la differenza tra un taxi pescarese o meno, e soprattutto determinerà una concorrenza sleale difficilmente controllabile. Avevamo chiesto al Governatore Marsilio di aprire una riflessione collettiva e approfondita, prima di assumere qualunque decisione di merito, inviandogli, peraltro, anche un ordine del giorno votato in tal senso dal Consiglio comunale di Pescara. Purtroppo tale riflessione non c’è stata e oggi ci ritroviamo con un decreto sbagliato che, con molta probabilità, verrà nuovamente impugnato al Tar dai tassisti pescaresi».

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