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Taglio province, è ufficiale: Pescara - Chieti e Teramo - L'Aquila

Il Governo ha deciso: per quanto riguarda l'Abruzzo la fusione ed il riordino delle province seguirà la proposta avanzata dal CAL. Due le nuove province, con Chieti che si unisce a Pescara e Teramo a L'Aquila

Tutto secondo copione, o meglio secondo le indiscrezioni trapelate nelle ultime ore.

Per quanto riguarda l'Abruzzo, il Governo ha deciso di seguire il suggerimento arrivato dal CAL, ovvero di avere due province frutto della fusione di Chieti con Pescara e di Teramo con L'Aquila.

Oggi è arrivata la conferma ufficiale del provvedimento del Governo Monti che ora dovrà essere approvato dal Parlamento. Il Consiglio Regionale, lo ricordiamo, aveva espresso un parere profondamente diverso, chiedendo l'abolizione di tutte le province ed aveva annunciato di dare battaglia anche davanti alla Corte Costituzionale se la scelta fosse stata differente. Ed invece Monti e company hanno deciso per la soluzione che appariva più plausibile.

Non è stata accolta dunque nemmeno la proposta avanzata dal Presidente Testa e dal sindaco Mascia, di costituire due province seguendo i criteri geografici.

Da un lato la provincia costiera con Teramo, Pescara e Chieti, dall'altro L'Aquila.

E suoi capoluoghi? In teoria Pescara, seguendo le indicazioni non ancora ufficiali circolate dal Palazzo Chigi, dovrebbe diventare il capoluogo in quanto è la città più popolosa, ma Chieti e pronta a continuare la sua battaglia. Il sindaco Di Primio già ieri aveva sospeso lo sciopero della fame avviato per protestare proprio contro la cancellazione della provincia di Chieti. Non è escluso che alla fine si arrivi ad un compromesso, con il "salvataggio" di tutti gli uffici provinciali nel capoluogo teatino.

Ma cosa prevede il provvedimento del Governo?  Dal 1° gennaio prossimo le giunte delle province italiane saranno soppresse e il Presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali. Dal 1° gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane.Le province nelle regioni a statuto ordinario passano dunque da 86 a 51.

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