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Mercoledì, 12 Giugno 2024
Politica Piazza Giuseppe Garibaldi

È polemica sul taglio dei lecci in piazza Garibaldi e sulle nuove piantumazioni, il sindaco: "Strumentalizzazione"

Ancora critiche alle scelte fatte dall'amministrazione sulla gestione del "verde" in città con le opposizioni che parlano di "tabula rasa" e scene "horror" e le associazioni che criticano la scelta di togliere e sostituire gli alberi invece di aumentarli, ma il sindaco non ci sta e dice la sua

Saranno sostituti i lecci di piazza Garibaldi, ma la “tabula rasa” fatta con il loro taglio, come qualcuno la definisce, ha scatenato ancora una volta le polemiche con i social diventati il teatro del botta e risposta tra amministrazione, opposizioni e associazioni.

Quella sugli alberi è diventata una vera e propria battaglia tanto da spingere il Wwf a parlare non molto tempo fa di “alberofobia” in tutto l'Abruzzo. Per quanto riguarda Pescara dagli alberelli secchi di corso Vittorio Emanuele II, ai pini di via Pepe e fino ai tagli fatti in via Pantini, senza dimenticare i ricorsi fatti al Tar (tribunale amministrativo regionale, ndr) da Italia Nostra per il parco centrale dell'area di risulta, dai residenti di via della Fornace Bizzarri per l'asilo che dovrà sorgere nell'area verde del quartiere che anche sulla preservazione degli alberi ventennali oltre alla complessa vicenda della Strada parco legata alla filovia per la quale ancora una volta gli alberi sono stati tra i protagonisti, il tema “verde” nel dibattito è sempre polemicamente protagonista.

Da una parte l'amministrazione che parla di strumentalizzazioni da parte delle opposizioni politiche ribadendo continuamente la volontà di aumentare il verde a Pescara e di volerlo tutelare con interventi mirati con i tagli che interesserebbero solo piante morte oppure a rischio crollo e non “salvabili”; dall'altra le opposizioni e le associazioni che quelle scelte le criticano apertamente.

Ultima in ordine di tempo, la polemica nata attorno alla ora spoglia piazza Garibaldi dove i lavori sono partiti il 18 febbraio.  Se i consiglieri comunali di minoranza, come il pentastellato Paolo Sola e l'esponente Pd Francesco Pagnanelli parlando di una piazza distrutta tanto da spingere Sola a parlare di scena “horror”, Simona Barba di Italia Nostra e componente del Coordinamento salviamo gli alberi di Pescara che riunisce diverse associazioni ambientaliste del territorio, critica la scelta che è alla base degli interventi: sostituire e non aumentare. 

Come detto nell'incontro convocato per annunciare i lavori in piazza Garibaldi e il piano di potenziamento del verde cittadino da 350mila euro messo in campo dall'amministrazione che prevede la piantumazione di 358 alberi in 22 zone della città nei prossimi 77 giorni, i lecci sono stati tagliati perché morti o comunque morenti e non salvabili. Questo perché, hanno detto il sindaco Carlo Masci, il vicesindaco Gianni Santilli e l'agronomo Nicola Tavano che è direttore dei lavori, era impossibile utilizzare i fitofarmaci necessari ad aggredire la cocciniglia che li ha divorati. Di qui dunque il taglio e la sostituzione.

Quella piazza spoglia però per Barba rende non solo la rende “irriconoscibile”, ma dimostra “quanto gli alberi formino paesaggio e appartenenza. L'assenza – scrive – ci dimostra la loro importanza”. Anche il totale delle nuove piantumazioni sarebbe insufficiente, spiega, perché 358 alberi “sono pochi, pochissimi e non potranno tornare indietro nel tempo. Ci vorranno anni e altri anni prima che i nuovi alberi ci restituiscano i loro doni” e cioè che crescano tornando ad essere non solo protagonisti dell'ecosistema, ma anche fonte di ombra.

“Per questo motivo bisogna preservare, curare, custodire e salvare i nostri grandi alberi. Perché non abbiamo la macchina del tempo – scrive ancora Barba -. Gli alberi vanno piantati, sempre più, affinché quando saranno grandi si possano prevedere alcune sostituzioni. Non il contrario. Così il nostro saldo sarà sempre negativo e la nostra perdita sempre maggiore”.

La polemica sui social è nata da una fotografia postata da diversi esponenti delle opposizioni in consiglio comunale. Una foto per una polemica "strumentale" ribatte il sindaco Masci che ha definito il piano di potenziamento attuato come il “più grande progetto di intervento sul verde mai fatto a Pescara” proprio nel giorno in piazza Garibaldi sono iniziati.  L'occasione anche per ribattere al centrosinistra che molte delle aiuole della stessa piazza erano vuote e che con questo intervento saranno riempite da piante giovani e sane, sottolinea anche lui tramite la sua pagina facebook.

“I soliti loro compagni in malafede commentano la foto, offendendo l'amministrazione, ben sapendo che per piantare gli alberi bisogna eliminare quelli secchi. Nessuno di loro – scrive il sindaco - dice che tutti questi interventi sono stati autorizzati dalla soprintendenza ai beni ambientali, che certo non avrebbe fatto toccare un albero se non avesse accertato che erano tutti secchi e verificato la bontà, estetica e ambientale, di quelli nuovi da piantare. Ma all'opposizione non interessa la verità, basta gettare fango sul sindaco, qualche schizzo gli resterà addosso. Una cosa è certa, continuerò a fare quello che è giusto per Pescara, continuerò a fare, fare, fare, per renderla ancora più bella, dopo troppi anni di immobilismo e abbandono”, conclude.

Alle critiche aveva risposto in loco anche il vicesindaco Santilli sottolineando che tutto si starebbe facendo per il bene della città e che chi non è d'accordo potrà sì cambiare strada, ma solo dopo aver ottenuto i voti per arrivare a Palazzo di Città.

Insomma un punto d'incontro non sembra essere neanche immaginabile sul tema "verde" tra maggioranza e minoranza. Al centro dello scontro ci sono i cittadini che di certo il verde e in misura sempre maggiore, lo vogliono come dimostrano anche i tanti commenti critici e non verso le scelte che sta facendo l'amministrazione. Certo è che gli interventi sono iniziati e si faranno. L'auspicio non può che essere quello che si garantisca la massima cura alle nuove piante e che non debbano essere nuovamente sostituite perché secche come accaduto proprio in corso Vittorio Emanuele e che diventino davvero dei nuovi e floridi presidi di protezione dell'ecosistema e del benessere di tutti. 

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