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Stupro al Terminal Bus, CasaPound Pescara manifesta per la sicurezza

Un centinaio di militanti ha partecipato al sit in organizzato una settimana dopo la violenza sessuale che ha sconvolto la città. Sotto accusa il Comune, chieste le dimissioni del sindaco Marco Alessandrini: "Questa amministrazione non è al fianco dei cittadini"

Un centinaio di militanti di CasaPound di Pescara ha partecipato ieri al sit-in per la sicurezza organizzato al terminal bus del capoluogo adriatico in prossimità del luogo dove una settimana fa è stata violentata una donna di 39 anni da un senegalese di 61 anni, arrestato poco dopo il fatto.

"Questa amministrazione, più volte e ripetutamente, non è al fianco dei cittadini di Pescara - ha spiegato il responsabile locale di CasaPound, Mirko Iacomelli, nel corso del suo intervento - Lo abbiamo detto più volte, abbiamo fatto diversi volantinaggi, abbiamo fatto delle petizioni popolari con le raccolte di firme dove chiedevamo una risposta chiara e netta sul degrado di questa area. La risposta quale è stata? Dopo tutto questo tempo e dopo il fattaccio, il nostro caro sindaco si preoccupa di sfoltire le aiuole così, secondo la loro logica, questi eventi non succederanno più. Noi diciamo no a questa amministrazione: non vogliamo il degrado, non vogliamo l'immigrazione. Quindi, sindaco Alessandrini, dimettiti".

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