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Sabato, 29 Gennaio 2022
Politica

Strada parco, Sospiri sulla decisione del Consiglio di Stato: "La filovia si farà"

Il presidente del consiglio regionale commenta la decisione che ribalta il pronunciamento del Tar: Lle opere della filovia possono andare avanti, nell’attesa del giudizio di merito"

I lavori del cantiere per la realizzazione della filovia lungo la strada parco possono riprendere dopo il primo pronunciamento del Consiglio di Stato che ha accolto l'appello presentato dai Comuni di Pescara e Montesilvano e dalla Tua contro l'ultimo pronunciamento del Tar.
Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, commenta la decisione.

«In particolare, il tribunale amministrativo ha obiettato il difetto di fumus e di periculum in mora, ovvero l’assenza delle condizioni tali da rendere necessaria la sospensione dei lavori, acclarando, di fatto, che tra il ricorso e la discussione di merito comunque non potrebbero essere realizzate opere irreparabili, ovvero tali da rendere poi inapplicabile un giudizio eventualmente favorevole al cosiddetto Comitato pro-strada parco. Tradotto: le opere della filovia possono andare avanti, nell’attesa del giudizio di merito. Come previsto, il tribunale amministrativo sta facendo piena luce e chiarezza sull’intera vicenda e soprattutto sulle ragioni delle Istituzioni coinvolte, Regione Abruzzo, Tua, Comuni di Pescara e Montesilvano, che tendono unicamente a garantire gli interessi e la tutela di un’intera città favorendo l’attivazione di un mezzo di trasporto pubblico di massa veloce capace di abbattere i livelli di inquinamento in città». 

Poi Sospiri prosegue: «La filovia si farà, lo abbiamo sempre detto ormai da vent’anni a questa parte e siamo sicuri che il Consiglio di Stato ribalterà definitivamente la sentenza del Tar, approfondendo le nostre ragioni e la correttezza del progetto. Non è vero, come si è paventato nelle motivazioni della sentenza del Tar, che taglieremo degli alberi, perché non è previsto; non è vero che alzeremo il livello dei marciapiedi, anzi nel caso li abbasseremo; era ed è evidente che nella sentenza del Tar si sono fatte supposizioni che non hanno motivo d’essere, piuttosto noi difendiamo un Piano strategico che garantirà un taglio di due terzi alla quota di città oggi attanagliata dallo smog e che finalmente, offrendo una valida alternativa ai cittadini-utenti in termini di mobilità sul territorio, ricomincerà a respirare. Purtroppo sono trascorsi più di vent’anni da quando Pescara ha iniziato a sognare la sua filovia, ovvero la realizzazione di un sistema di trasporto pubblico di massa su linea elettrica a impatto zero, che, grazie all’intuizione del sottosegretario alle Infrastrutture Nino Sospiri, avrebbe goduto anche di un percorso dedicato e riservato, sfruttando l’ex tracciato ferroviario dismesso da decenni e che comunque rappresentava una ferita che divideva la città. Quell’intuizione si è tradotta, all’epoca, in finanziamenti Cipe che hanno permesso di riqualificare il tracciato, dando vita all’odierna via Castellamare, da qualcuno ribattezzata "strada-parco" perché al percorso lineare riservato alla filovia si affiancano aiuole e percorsi ciclabili e pedonali, ma di fatto quell’asse non è nato né è mai stato un parco. La sua destinazione è quella di collegare in modo veloce due città, Montesilvano e Pescara, permettendo di abbattere la percorrenza dei mezzi pubblici, senza inquinare, e di rappresentare una valida alternativa alle auto private, peraltro anche consentendo di alleggerire e sgravare altre strade parallele, come viale Bovio-via Nazionale Adriatica nord e la stessa riviera nord, dal passaggio degli autobus di vecchia generazione. Sul tema si sono aperti dibattiti, contese, polemiche, tentativi di bloccare le procedure, nel frattempo il cantiere è andato avanti, e poi si è fermato per i problemi legati alla ditta che si era aggiudicata la fornitura dei mezzi. Risolta anche quest’ultima difficoltà, è subentrata la necessità di realizzare degli adeguamenti di cantiere, come la costruzione di nuove pensiline, l’abbattimento di barriere architettoniche legate all’altezza dei marciapiedi, per rendere pienamente e collettivamente fruibile la filovia, e altri piccoli dettagli sui quali lo scorso marzo il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha dato l’ok definitivo, peraltro dando dei tempi serrati per la riconsegna del cantiere e del percorso, ovvero i filobus sarebbero dovuti entrare in esercizio entro gli inizi del 2022. Nel frattempo è evidente che è cambiato anche il clima tutt’attorno al tema della mobilità sostenibile di cui la filovia di Pescara è un simbolo di lungimiranza: oggi il transito dei filobus, così come il sistema del Bus Rapid Transport-Brt, non è più oggetto di discussione, ma sono, entrambe le opere, unanimemente considerate necessarie in una città che punta a garantire qualità della vita ai propri cittadini. Purtroppo resta uno zoccolo duro, quello del cosiddetto Comitato pro-strada parco, come se tutto il resto del mondo fosse contro quella fetta di città, che, non riuscendo ad allargare il proprio orizzonte, continua a guardare al dito piuttosto che alla luna e prosegue la sua battaglia contro un progetto di grande lungimiranza. Quel Comitato si è aggiudicato il primo round della nuova guerra, attraverso una sentenza del Tar che ha fermato l’intervento, ma contro la quale ci siamo subito schierati presentando, a ottobre 2021, appello al Consiglio di Stato il quale ha ora accolto le motivazioni delle parti istituzionali, ribandendo l’assenza di quelle condizioni che, a giudizio del Tar, avrebbero reso necessario lo stop ai lavori. Ora attendiamo il giudizio di merito, ma nel frattempo le opere di allestimento della filovia, a prosecuzione della linea del Bus Rapid Transport possono riprendere».

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