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"A Fontanelle torna l'incubo spaccio di droga", la denuncia di Pettinari (M5s)

Il vice presidente del consiglio regionale dà nuovamente voce ai residenti che lamentano la presenza della criminalità nella zona

Nel rione Fontanelle di Pescara torna l'incubo dello spaccio di droga.
A denunciarlo sono i residenti della zona ai quali dà nuovamente voce il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari del Movimento 5 Stelle.

«Questa strada  è il luogo simbolo della lotta alla criminalità nelle case popolari», ricorda l'esponente pentastellato.

Nel rione vivono circa 3 mila residenti in oltre 600 alloggi di edilizia residenziale pubblica, tutti concentrati in un’unica strada. Questa via in passato ha subito la stagione degli attentati con auto in fiamme, aggressioni fisiche ai residenti e ritrovamenti di armi da fuoco nelle pertinenze delle case popolari.

«Le battaglie in questo quartiere sono iniziate 20 anni fa», dice Pettinari, «da allora qualcosa è stato fatto, ma ancora non basta, tanto che si stanno verificando sempre più episodi criminosi che richiamano nella memoria dei residente l’incubo vissuto negli anni più bui. Qui, come in altre zone della città, ci sono spacciatori che agiscono indisturbati e i loro clienti si aggirano come degli zombi in cerca della dose quotidiana di veleno. C’è un parco, a pochi passi da dove ci troviamo adesso, che in alcune ore della giornata è interdetto a bambini e anziani perché i pusher vi si recano con i propri pitbull per smistare la merce agli acquirenti di turno. Inaccettabile! Soprattutto se si pensa che molti di questi criminali sono occupanti abusivi, anche noti alle forze dell’ordine. Non si può più tollerare che le case di proprietà pubblica di Pescara non vengano date ai cittadini onesti e realmente bisognosi che sono in graduatoria da anni, per lasciarle invece nelle mani di chi le usa come bottega della morte».

«Il centrodestra in Regione Abruzzo», aggiunge Pettinari, «deve immediatamente stanziare i fondi per gli sfratti e la conseguente riassegnazione agli aventi diritto. Bisogna istituire posti fissi di polizia, perché quando negli anni passati è stata adottata questa soluzione le cose stavano migliorando davvero. Anche le telecamere, che ora finalmente a seguito delle nostre richieste sembrano essere installate, devono funzionare per monitorare in maniera capillare il territorio e non essere messe lì solo come arredo urbano. Chiedo che venga eseguito un controllo a tappeto per capire chi ha i requisiti e le carte in regola per soggiornare nelle case di proprietà pubblica. Chiedo a Regione e Comune di applicare pedissequamente la legge 96/96 di Regione Abruzzo e procedere allo sfratto immediato di chi utilizza le case e i locali affini per delinquere. L’applicazione della legge e la buona volontà politica potrebbero dare finalmente ai residenti del quartiere di Fontanelle la serenità che meritano da tempo. Io sarò sempre qui al loro fianco per dire basta a persone che occupano abusivamente l’alloggio popolare pagando 0 euro, utilizzandolo per spacciare droga e magari con auto lussuose parcheggiate sotto, privando di una casa quelle tante famiglie oneste che attendono da anni in graduatoria. Basta!».

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