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Sospiri sulle polemiche scoppiate nelle Marche per l'autorità portuale: "No ad attacchi strumentali"

Il presidente del consiglio regionale interviene in merito alle polemiche scoppiate nelle Marche per la possibile nomina di un abruzzese alla guida dell'autorità portuale interregionale

No a polemiche strumentali da parte delle Marche per la possibile nomina di un abruzzese alla guida dell'autorità portuale interregionale. A parlare è il presidente del consiglio regionale Sospiri in merito alle discussioni innescate nel territorio marchigiano dove si parla di una scelta politica del governatore Acquaroli che avrebbe voluto compiacere il suo partito, Fratelli d'Italia, per la nomina del vertice dell'autorità.

Secondo Sospiri si tratta di polemiche inconcepibili, parlando di attacchi che ci si poteva aspettare dall'opposizione e non dalla stampa:

"La costituzione dell’autorità portuale e la decisione di unire le forze del corridoio adriatico in un’unica entità, aveva e ha un unico obiettivo: sfruttare al meglio le potenzialità complementari dei nostri scali, renderli ‘gemelli’ a distanza, magari eterozigoti, ma comunque capaci di dialogare, di progettare, di programmare, e soprattutto di divenire importanti competitor rispetto all’altro versante per sviluppare una poderosa portualità commerciale, peschereccia e un traffico passeggeri che avesse e abbia una effettiva capacità attrattiva rispetto alle grandi compagnie che, normalmente, non guardano al versante adriatico con grande interesse, nonostante la straordinarietà del nostro orizzonte. "

In Abruzzo, evidenzia Sospiri, in molti hanno accolto la proposta favorevolmente ma altri invece avrebbero preferito un collegamento con il versante laziale per vari motivi fra cui i collegamenti rapidi con la Capitale, una storia di marketing territoriale che da sempre rende l'Abruzzo appetibile per i laziali.

"Requisiti, tradizione, che non hanno però inciso sulle scelte portuali e hanno fatto sì, piuttosto, che l’Abruzzo venisse posto sotto l’egida dell'autorità portuale marchigiana. Che non significa però rendere l’Abruzzo ‘sottomesso’ alle Marche, e chi lo ha pensato, ha evidentemente equivocato. Unire Abruzzo e Marche sotto la stessa autorità portuale significa aprire la strada alla complementarietà, alla collaborazione, al confronto, alla capacità di individuare i reciproci punti di forza, ruoli, competenze, professionalità e metterli l’uno al servizio
dell’altro, con un unico obiettivo: lo sviluppo economico della costa del medio Adriatico. Che, a questo punto, non può ridursi a una provinciale guerra di campanile su cariche e nomine, né tantomeno a un tentativo di tirare per la giacchetta questo o quel governatore di Regione, tentativo che si ravvisa chiaramente nel suddetto articolo. "

Per Sospiri, l'Abruzzo ha un potenziale e una storia portuale che non possono essere sviliti e ignorati, con la certezza che ruoli, nomi e cariche vengano assegnati solo sulla base delle professionalità e capacità da poter mettere in campo.

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