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Il presidente Sospiri sugli esuberi alla Brioni: "Massima attenzione dalle istituzioni, abbiamo gli strumenti per ripartire"

Il presidente del consiglio regionale interviene in merito al taglio del personale annunciato dalla Brioni nei tre stabilimenti del Pescarese

Le istituzioni locali garantiranno il massimo impegno e la massima attenzione per scongiurare gli esuberi annunciati dalla Brioni negli stabilimenti dell'area vestina. Lo ha detto il presidente del consiglio regionale Sospiri che ha commentato la notizia riguardante il nuovo piano occupazionale del marchio di alta moda che intende tagliare fino a 320 posti di lavoro negli stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova.

Perdere la Brioni, ha aggiunto Sospiri, sarebbe un grave danno economico e d'immagine per tutto l'Abruzzo e non solo per l'entroterra pescarese, e si è detto convinto che una soluzione si troverà grazie anche ai solleciti arrivati dal presidente della provincia Zaffiri e dal consigliere comunale e provinciale Camplese, oltre ai sindaci dei territori interessati.

Era immaginabile che una pandemia mondiale come il Covid-19, che ormai dal febbraio 2020 tiene prigioniera la nostra stessa economia, potesse avere ripercussioni e conseguenze sul sistema produttivo. Consideriamo che l’emergenza sanitaria ha paralizzato i colossi mondiali, le firme più prestigiose, ha bloccato lo stesso circuito cinematografico, buona parte del quale si serviva della nostra Brioni.

Che però non significa che siamo dinanzi all’ineluttabile e che non resta che rassegnarci, tirando tutti i remi in barca. Tutt’altro: oggi disponiamo di misure e strumenti che un anno fa non avevamo e che ci aiuteranno a ripartire, oggi abbiamo vaccini, abbiamo nuovi farmaci e protocolli per salvare più vite, oggi abbiamo una diversa consapevolezza che ci consentirà di riaprire i nostri mercati e di riprendere la nostra quotidianità in sicurezza.

La ripartenza, aggiunge il presidente del consiglio regionale, riguarderà in primis le aziende come la Brioni che danno lustro all'Abruzzo in tutto il mondo. Fra i 320 esuberi ci sarebbero 80 unità che potrebbero andare in pensione, dunque 240 posti di alvoro da salvare e su questo la Regione è già al lavoro per capire le proposte dell'azienda sul nuovo asset organizzativo, che vedrebbe la ricollocazione del personale nuovamente formato.

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