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L'Abruzzo nel progetto nazionale Care Leavers per sostenere i ragazzi allontanati dalle famiglie di origine

Percorsi personalizzati per i giovani che vivono nelle comunità o sono in affido e si avvicinano al compimento dei 18 anni, l'assessore Quaresimale: "Occasione di sviluppo delle comunità locali e dei servizi secondo una logica di sostenibilità futura"

Anche l'Abruzzo tra le Regioni che parteciperà al progetto nazionale promosso dal ministero del lavoro e le politiche sociali Care Leavers. Progetto che prevede interventi in favore dei giovani vicini alla maggiore età allontanati dalla famiglia di origine che sono ospiti in comunità residenziali o in affido eterofamiliare. Il via libera è arrivato dalla giunta regionale che ha accolto la proposta avanzata dall'assessore regionale alle politiche sociali Pietro Quaresimale per essere partecipi di un progetto che mira a dare sostegno economico e sociale a questi ragazzi.

“Proprio l'aspetto sociale ed economico relativo ai giovani coinvolti - spiega Quaresimale - ci ha convinto a partecipare al progetto nazionale. Ma è il caso di sottolineare che anche il nuovo Piano sociale regionale prevede misure di sostegno ai Care Leavers e l'espressa indicazione che la Regioni gestisca la governance del progetto nazionale di sperimentazione. Per l'attuazione delle misure chiameremo in causa gli Ambiti sociali distrettuali che saranno chiamati a gestire e organizzare le misure previste”. L'obiettivo è porre in essere percorsi di crescita a favore dei ragazzi in vista della loro autonomia. Per ogni ragazzo o ragazza è previsto un progetto individualizzato della durata massima di 36 mesi (non oltre comunque il compimento del 21esimo anno d'età). Già prima del compimento della maggiore età, a partire dal compimento del diciassettesimo anno di età,l'assistente sociale, l'educatore della comunità o i familiari affidatari, dovranno avviare un'analisi preliminare della situazione del ragazzo o della ragazza al fine dell'elaborazione di un progetto individualizzato per l'autonomia. “La sperimentazione, in tutte le sue componenti (governance, assistenza tecnica, strumentario, formazione, monitoraggio e valutazione) - conclude l'assessore regionale - è un'occasione di sviluppo delle comunità locali e dei servizi secondo una logica di sostenibilità futura”.

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