Il Pd sulla situazione della discarica di Bussi: "Partono oggi gli interventi che dovevano essere eseguiti 13 anni fa"

I consiglieri regionali ed circolo Pd di Bussi intervengono in merito alla situazione della discarica di Bussi

Una conferenza stampa davanti alle aree 2a e 2b del sito di Bussi, per fare il punto della situazione sul fronte della messa in sicurezza delle aree inquinate. I consiglieri regionali e il circolo Pd di Bussi hanno spiegato i risultati ottenuti nelle ultime settimane e negli ultimi mesi, con il consigliere Blasioli che è stato il successore di Giovanni Legnini alla Presidenza della Commissione regionale d’Inchiesta su Bussi.

Il cantiere appena avviato, spiega il Pd, sarebbe dovuto partire nel 2007, entro 48 ore dalla scoperta del sito avvenuta nel 2007. Lavori partiti oggi a distanza di 13 anni grazie al lavoro svolto dalla Commissione.

Chi sta adottando queste misure è Edison, quale soggetto individuato come soggetto inquinatore. Sono interventi importanti perché servono sostanzialmente a isolare 150.000 metri cubi di rifiuti dalla pioggia che, penetrando questa immane distesa di sostanze tossiche, avrebbe finito per violare le falde e i fiumi. Alle nostre spalle il fiume Tirino che passa proprio qui a confine della discarica 2 A.

Sono lavori che Edison porta avanti, al netto del ricorso in Cassazione, azionato avverso la sentenza del Consiglio di Stato n. 2301 del 6 aprile 2020, con cui il Consiglio di Stato l’ha riconosciuto come soggetto inquinatore (Edison ha presentato ricorso in Cassazione contestando la giurisdizione). Ciò significa sicuramente un bel passo in avanti, anche se tardivo, ma anche tanta attenzione al prossimo futuro: non dobbiamo abbassare la guardia e non dobbiamo considerare scontata la rimozione dei rifiuti e la bonifica, e come Pd non ciò non accadrà mai.

Fondamentale un tavolo tecnico che si è tenuto il primo ottobre con il Ministero dell'Ambiente, al quale hanno partecipato Mattm, Edison, Ispra e Arta e al termine dei lavori hanno concordato le tre fasi con cui si procederà per le cosiddette aree nord, ovvero:

  • Fase 0 (già partita) –  della durata di 5 mesi

Rimozione dei rifiuti superficiali e abbandonati

Realizzazione di 17 trincee e 5 sondaggi (o quelli che Arta dovesse richiedere), propedeutiche al Piano di rimozione dei rifiuti;

Completamento del capping.

  • Fase 1: della durata di 1 mese

Predisposizione progetto operativo di rimozione dei rifiuti;

Attività di indagine integrativa per completare il modello concettuale e l’analisi di rischio;

  • Fase 2: (non viene indicata una durata)

Elaborazione di analisi di rischio e progetto Operativo di bonifica.

Si attende il parere del Tar sulla revoca di autotuela dell'appalto di bonifica dell'ex commissario Goio, e di di conseguenza sui 45 milioni di euro stanziati con la legge sulla ricostruzione del terremoto nel 2009, e come sottolinea il Pd sono già importanti i risultati portati a casa.

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