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Arriva anche in Abruzzo il sistema delle cariche esplosive per il distacco controllato delle valanghe

Lo ha fatto sapere l'assessore regionale Guido Liris al termine della riunione del Tavolo della montagna per decidere le modalità operative di utilizzo del sistema già in uso da tempo sulle Alpi

Arriva anche in Abruzzo per la prima volta, il sistema di distacco controllato delle valanghe grazie alle cariche esplositve, già in uso da tempo nelle Alpi ma mai adottato su tutto l'Appennino. Lo ha fatto sapere l'assessore regionale Guido Liris a margine del Tavolo della montagna che si è tenuto all'Aquila per decidere le modalità operative di utilizzo del sistema denominato Sniper Helibox ed ottenuto grazie all'accordo con il soccorso alpino della Valle D'Aosta.

"È un risultato straordinario che punta alla prevenzione. Per la prima volta in Abruzzo e nel centro Italia uno strumento che consente non solo di aumentare la sicurezza in montagna, ma anche di ridurre i disagi connessi alla neve come ad esempio quelli legati alla viabilità, considerando che spesso si è costretti a chiudere le strade con paesi che risultano difficilmente raggiungibili o addirittura restano isolati per il pericolo valanga".

Il Coreneva, Comitato tecnico regionale per lo studio della neve e delle valanghe, ad autorizzare in caso di situazioni critiche l'utilizzo del sistema che arriverà a bordo di un elicottero. Adriano Favre, direttore del soccorso alpino valdostano è entrato nei dettagli del sistema:

"Rivoluziona il concetto di prevenzione e salvaguardia di vite umane, permettendo il rapido intervento degli operatori e la messa in sicurezza dell'area. La Regione formerà i propri operatori del soccorso alpino all'utilizzo dello Sniper. A differenza degli esplosivi tradizionali, che devono essere trasportati singolarmente, Helibox può contenere al suo interno fino a 18 cariche - aggiunge - questo consente all'elicottero di poter decollare un numero di volte decisamente inferiore ottenendo un notevole risparmio di costi".  Liris ricorda che l'esperienza drammatica del Monte Velino con la morte di 4 persone, è stata in realtà la prima occasione in cui dalla Valle d'Aosta arrivarono gli esperti per il distacco controllato dei fronti della valanga.

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