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Venerdì, 12 Agosto 2022
Politica

Il sindaco Masci dopo l'omicidio: "Si era parlato chiaramente della necessità di una maggiore presenza sul territorio"

Il primo cittadino Carlo Masci chiede un intervento immediato delle istituzioni preposte e delle forze dell'ordine: "Pescara non può essere ostaggio di una violenza omicida, mi appellerò direttamente al ministro dell'Interno"

«Una risposta rapida, efficace e doverosa deve essere fornita dalle istituzioni ai più alti livelli nazionali e dalle forze dell’ordine alla comunità pescarese dopo il fatto di sangue di lunedì, che rappresenta un evento del tutto alieno alla storia di questa città e un preoccupante campanello d’allarme da non sottovalutare in alcun modo e sotto nessuna forma».
È quella che chiede il sindaco di Pescara, Carlo Masci, dopo l'efferato omicidio e il tentato omicidio nel bar del Parco all'incrocio tra via Ravasco e la strada parco.

«Pescara non può essere ostaggio di una violenza omicida che si è manifestata con tutte le caratteristiche di una lucida e spietata esecuzione criminale», dice il primo cittadino che poi ricorda: «Nell’ultima riunione del comitato per la sicurezza pubblica si è parlato chiaramente della necessità di una maggiore presenza sul territorio, a fini preventivi e repressivi, superando l’ostacolo della scarsità di personale e la difficoltà di avere più agenti in strada a tutela dell’ordine pubblico: il Ministero dell’Interno intervenga adesso con prontezza per bloccare sul nascere il primo segnale di deriva al quale non possiamo assistere passivamente. I cittadini pescaresi chiedono più sicurezza, non da oggi e neppure da ieri. La sicurezza è un fattore reale e ha un aspetto non trascurabile nella percezione che se ne ha. Pescara è una città complessa, con presenze giornaliere che triplicano quelle dei residenti, che vive giorno e notte e che nella sua vitalità ha una delle chiavi del successo e dell’attrattività: questo prezioso patrimonio sociale di una città in crescita e sviluppo in tutte le sue componenti, non va assolutamente disperso, né si può tollerare che fatti di cronaca nera come quelli di lunedì possano bollare una comunità sana e operosa. Dove ci sono socialità diffusa e solarità di rapporti non possono e non devono esserci nicchie di malaffare e zone d’ombra».

Masci così conclude: «Il Comune sta svolgendo al meglio il suo ruolo lavorando sul disagio sociale, sul recupero e sul coinvolgimento delle periferie e del centro in un progetto inclusivo di città più vivibile, più bella e più accogliente, ma è indispensabile che lo Stato e suoi organi territoriali diano una risposta forte alla gente onesta in materia di sicurezza, secondo precise competenze istituzionali. Reitererò pertanto la richiesta di un più capillare presidio del territorio urbano, appellandomi direttamente al ministro dell’interno, con l’auspicio che l’assassino venga al più presto arrestato e consegnato alla giustizia».

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