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Il sindaco Masci: "Stanco di subire attacchi offensivi dai genitori per la chiusura delle scuole dell'Infanzia, ecco i dati"

Il primo cittadino risponde alle critiche fornendo i dati epidemiologici della Asl che hanno portato alla decisione di prorogare la didattica a distanza anche per i più piccoli

Sfogo del sindaco di Pescara, Carlo Masci, che con un post su Facebook replica alle accuse e agli attacchi che quotidianamente dice di subire dai genitori per la decisione di prorogare ulteriormente la chiusura delle scuole dell'Infanzia.
«Continuo a subire attacchi offensivi da diversi genitori di bambini che frequentano le scuole dell'infanzia, che ritengono che la mia ordinanza di chiusura di quelle scuole sia un errore», scrive Masci.

Poi il sindaco aggiunge: «Queste persone, lungi dal mettere in discussione le loro convinzioni e pensare che quel provvedimento, preso da tutti i sindaci dell'area metropolitana di Pescara, sia necessario per tutelare i bambini dal covid, insistono dicendo che non ci sono i dati epidemiologici e che i medici che io cito affermano circostanze diverse da quanto io riferisco, cioè che è essenziale chiudere le scuole d'infanzia. Queste persone non hanno remore a etichettarmi sulla mia pagina facebook come ignorante, incapace, indifferente ai problemi dei bambini, idiota, privo di coscienza, manipolatore di informazioni, e così via. Da sindaco non posso difendermi come farebbe qualsiasi persona normale, se provo a dire qualcosa vengo accusato di essere un intollerante che non accetta critiche. Da adesso in poi preferisco non rispondere più, sono stanco di dovermi difendere da accuse che ritengo totalmente ingiuste, però trascrivo infra la parte dell'ordinanza che contiene il verbale della riunione dei dirigenti ASL con i numeri dei contagi, le osservazioni dei medici e le loro conclusioni, dove si legge che "è fortemente sconsigliata la riapertura delle scuole, comprese quelle infantili". Almeno la smetteranno di dire che non pubblico i dati e che Parruti, con cui parlo ogni giorno, dice cose diverse dalle mie».

E di seguito a quanto scritto aggiunge la relazione della Asl con i dati: «Nel corso della citata riunione i dirigenti medici della Asl di Pescara hanno espressamente richiesto la sospensione dell’attività didattica in presenza anche nelle scuole dell’infanzia dei comuni dei Pescara, Montesilvano, Spoltore e Città sant’Angelo. Preso atto, inoltre, del verbale di riunione delle componenti dirigenziali dell’azienda sanitaria locale di Pescara del 13 marzo 2021, nel quale si evidenzia che: dall'1 febbraio al 12 marzo si sono registrati nella provincia di Pescara 6.451 nuovi casi. Di questi, 251 hanno riguardato la fascia di età 0-5 anni, pari al 3,9% del totale; la fascia di età 6-19 anni ha registrato, nello stesso periodo, 969 casi, pari al 15,0% del totale. I suddetti dati devono essere tra loro parametrati alla luce della maggiore ampiezza del campione compreso tra 6 e 19 anni rispetto a quello 0-5 anni, quest’ultimo di gran lunga numericamente inferiore rispetto al primo esaminato. Il trend dei casi nel periodo esaminato, dall'1 febbraio al 12 marzo ha mostrato un continuo incremento nella fascia di età scolare 6-19 anni, mentre la fascia di età 0-5 anni, dopo un incremento a fine febbraio 2021, sta mostrando una stabilizzazione, coincidente in termini temporali con la chiusura anche delle scuole materne. La proporzione di casi nella fascia di età 0-5 anni rispetto al totale dei casi giornalieri ha visto un incremento nell’ultima settimana di febbraio e ciò deve indurre a valutare attentamente le misure idonee a limitare la diffusione del contagio, prevedendone di ulteriori, senza con questo far venir meno quelle già in essere. Infatti, i dati provenienti dall’osservazione dell’ultima settimana non possono essere considerati sufficienti a far venir meno le misure fino ad ora adottate che, invece, necessitano di un ulteriore periodo di osservazione dell’andamento pandemico prima di valutare una diversa, eventualmente meno restrittiva modalità di prevenzione. Infatti, fino a quando non si avrà uno stabile trend in decrescita dei contagi nella popolazione generale, è fortemente sconsigliata la riapertura delle comunità e, quindi, in particolare anche di quella infantile».

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