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Parte il 3 ottobre il servizio mense, Di Iacovo: “Sarà una rivoluzione positiva”

Tutto completamente inedito in termini di qualità e sostenibilità delle materie prime scelte e cucinate per i ragazzi, quanto per l'economicità che ha indotto l'amministrazione a costruire un nuovo inizio

Sarà attivo dal prossimo 3 ottobre, a Pescara, il servizio di refezione scolastica nelle scuole cittadine di competenza comunale. Un servizio che, a fronte della conclusione dell’appalto, sarà completamente rivoluzionato in termini di qualità e sostenibilità delle materie prime scelte e cucinate per i ragazzi, quanto per l’economicità che ha indotto l’Amministrazione a costruire un nuovo inizio del servizio.

Secondo quanto previsto dal codice dei contratti, il termine di “stand-still” scadrà il 16 settembre e da quel momento si potrà predisporre formalmente la stipula del contratto, un passaggio che non ferma l’avvio del lavoro da parte dell’Ente e della ATI aggiudicataria dell’appalto, la Cir Food s.c. – Bioristoro Italia. A fine mese si terrà anche la prima riunione della Commissione mense, nuovo organismo formato da tecnici, consiglieri e rappresentanti dei genitori, voluto dal Comune perché i cambiamenti di cui il servizio si fa portatore, fossero condivisi con la comunità.

“Si tratta di una svolta davvero epocale perché non è più un affidamento, ma una concessione del servizio – dice l’assessore all’Istruzione Giovanni Di Iacovo – Il bando ha durata quinquennale, un importo complessivo pari a 16.698.352,56 e interessa gli anni scolastici 2015/16 fino e non oltre il 30 giugno del 2019/20. In settimana predisporremo l’atto per fissare la nuova tariffa che grazie al ribasso d’asta porterà ad un considerevole risparmio per le famiglie sulla quota del pasto, ma con un salto in avanti sulla qualità del cibo che sarà prioritaria e porrà la territorialità e la stagionalità come principi. Una rivoluzione voluta perché la Pubblica Amministrazione deve essere sempre più virtuosa ed efficiente e perché in questo momento è indispensabile effettuare economie di scala senza rinunciare alla qualità dei servizi”.

Le novità. Il bando innanzitutto è stato una gara europea per quasi 17 milioni di euro. Sul fronte derrate alimentari: dal 2004 veniva effettuata una frammentazione in più gare divise per anno scolastico. La conseguente pluralità di fornitori causava difficoltà sia di controllo su prezzi e qualità del servizio, sia assenza di economie di scala. Quella fase è ormai chiusa: la gara è stata unica per tutti i prodotti, con maggiore controllo su qualità, quantità e provenienza e con possibilità di economie di scala.  Inoltreil bando prevede il distaccamento di tre unità di personale comunale nei centri cottura per avere un controllo diretto sulla sostanza del servizio.

Qualità del cibo. Sono stati introdotti parametri legati alla qualità del cibo, frutto di una serie di discussioni con la Commissione Consiliare competente, con l’Osservatorio mense e con soggetti della città come Coldiretti e l’associazione ISA (attiva in campo di prevenzione alimentare) con i quali dopo mesi di concertazioni e un protocollo, si farà in modo che i menu pur nel rispetto delle linee guida regionali siano a km zero con prodotti a lotta integrata, con priorità su territorio e stagionalità.

I costi. Grazie al ribasso d’asta sarà possibile un considerevole decremento anche del costo del servizio che ad oggi è pari a 4,07 euro a pasto, in settimana sarà definito l’atto che determinerà l’importo esatto della tariffa che sarà, come annunciato, minore della precedente.

Imprenditorialità. Con l’aggiudicazione dell’appalto tutto il sistema della riscossione del servizio èa carico del concessionario, sollevando l’Ente da azioni di recupero, fermo restando che anche in caso di morosità i pasti vengono comunque serviti, perché è impensabile che un bimbo non mangi se la famiglia non si fa carico delle spese, qualunque sia la ragione. A carico del concessionario c’è anche la manutenzione di strutture ed elementi utilizzati nelle refezioni.

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