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La sede unica della Regione nell'area di risulta per il M5s "è solo una grande sceneggiata per coprire i fallimenti di Masci"

Il Movimento 5 Stelle Pescara interviene nel dibattito sulla realizzazione della nuova sede unica di Regione Abruzzo nell’area di risulta e tuona contro il centrodestra di Regione e Comune

«Come cittadini di Pescara siamo invitati inconsapevoli alla più grande messa in scena politica che il centrodestra di Regione e Comune potessero mettere in piedi per nascondere i loro fallimenti».
A dirlo in modo lapidario sono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle: Erika Alessandrini, Paolo Sola e Massimo Di Renzo.

Che questo aggiungono: «Per il Comune di Pescara il totale fallimento è quello di Carlo Masci proprio sulla progettualità dell’area di risulta, in cui prima ha adottato il progetto della giunta Alessandrini contro il quale aveva costruito la sua campagna elettorale, poi ha inserito in quel progetto elementi baldanzosi come la pista da sci e infine ha lanciato una gara europea che è andata deserta, non essendoci stata nemmeno un’impresa nell’intero continente che ha ritenuto valido tale progetto e la sua realizzazione. Oggi, a meno di un anno dalle elezioni il centrodestra sta tentando di camuffare l’incapacità del primo cittadino pescarese senza accorgersi che sta sprofondando con lui nelle contraddizioni, montando un’inutile sceneggiata nella quale lasciano al sindaco Masci il meritato ruolo di comparsa».

Secondo i consiglieri pentastellati la destra regionale, nel tentativo di correre in soccorso dell’amministrazione pescarese, si confonde e contraddice se stessa già nella stessa conferenza di presentazione dell’accordo di programma siglato con il Comune di Pescara, proprio per la nuova sede unica regionale nell’area di risulta. «Da una parta il presidente del consiglio regionale, Sospiri, parla di un progetto iconico e sontuoso con una torre alta 50 metri, cioè quanto le torri Camuzzi, e dall’altra Marsilio, parlando di un edificio “decoroso e dignitoso” mette a disposizione risorse pari a 48,5 milioni di euro che, conti alla mano, basterebbero appena alla realizzazione di 20mila metri quadrati di case popolari e non certo di uffici governativi regionali. In poche parole si potrebbe rispolverare il vecchio adagio “poche idee e ben confuse», proseguono i consiglieri Alessandrini, Sola e Di Renzo.

Questa la conclusione dei consiglieri pentastellati: «Infine rimane l’aspetto più rilevante e concreto del progetto portato avanti dal centrodestra che è rappresentato dalla non corrispondenza tra quanto dichiarato pubblicamente sulle caratteristiche del progetto e quanto emerso ufficialmente nel procedimento di valutazione di impatto ambientale e denunciato in consiglio comunale diverse volte dal M5s. La Regione Abruzzo ha finalmente ammesso a chiare lettere che nell’area di risulta vorrebbe realizzare la sede unica dei suoi uffici pescaresi contraddicendo quanto dichiarato dal Comune di Pescara nei documenti ufficiali della Via. A seguito di interlocuzione con il comitato tecnico istituito successivamente alla sottoscrizione del protocollo d’intesa, è emerso che nella sede regionale nell’area di risulta non saranno insediati tutti gli uffici regionali compresi quelli delle strutture politiche, nonché di gran parte delle società partecipate né ci saranno attività di front-office” è quanto scritto sui documenti Via. Questo elemento è dirimente della necessità di sottoporre a Via l’intero progetto, mentre il Comune di Pescara con tale dichiarazione, pensando di bypassare la procedura ne ha invece dichiarato l’illegittimità che porterà, probabilmente, a un blocco del progetto e alla perdita di ulteriori risorse economiche pubbliche e di ulteriore tempo. «Il bene di Pescara e la tutela dei denari pubblici dovrebbe venire prima degli interessi di partito e delle partite elettorali mentre Masci e Sospiri utilizzano la nostra città come una tela dove rinchiudere il proprio ego e vanità, né più né meno che come fece nel romanzo di Oscar Wilde un certo Dorian Grey».

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