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Domenica, 22 Maggio 2022
Politica Ospedale / Via Rigopiano

"Se parli fai una brutta fine": cittadini di via Rigopiano terrorizzati, il M5S dice basta

Vessazioni, soprusi e addirittura una minaccia di stupro: in via Rigopiano, a Pescara, la vita è diventata impossibile. Il consigliere regionale Domenico Pettinari e l'onorevole Gianluca Vacca tornano a chiedere sicurezza per i quartieri periferici al fianco dei cittadini

Vessazioni, soprusi e addirittura una minaccia di stupro: in via Rigopiano, a Pescara, la vita è diventata impossibile. Con un messaggio molto chiaro: "Se parli fai una brutta fine". A farne le spese sono i cittadini onesti che abitano le case popolari di proprietà della Regione. I residenti non ce la fanno più e dopo una serie di denunce si costituiscono in comitato per chiedere aiuto.

Sono tornati a farlo anche questa mattina sotto al palazzo di Regione Abruzzo. Con loro, ancora una volta, il consigliere regionale M5S (vice presidente della commissione sicurezza sociale) Domenico Pettinari, da sempre in prima linea per la lotta alla criminalità nei quartieri popolari. Presenti anche il deputato pescarese Gianluca Vacca e una delegazione di residenti.

“Abbiamo chiesto più volte”, affermano Pettinari e Vacca, “lo sfratto degli occupanti abusivi che utilizzano le abitazioni per delinquere. La risposta che ha fornito oggi la Regione, per voce del Segretario della Presidenza Enzo Del Vecchio, suona come una presa in giro. Dopo quattro anni la Regione propone di  scrivere una lettera per sapere se ci sono i fondi. Come se il Presidente scrivesse una lettera a se stesso per chiedere se ci sono i soldi per intervenire nelle periferie. Eppure gli step sono tutt'altro che complicati. La legge regionale 96/96 non viene applicata e la nostra proposta La legalità è di casa, che abbiamo portato sul tavolo regionale a tutela delle periferie, è rimasta inascoltata. E mentre la Regione aspetta i cittadini hanno paura e vivono costantemente nel terrore che dalle parole le minacce diventino fatti”. 

Pettinari e Vacca dicono di sentirsi “presi in giro dalle promesse vane che la segreteria di presidenza ci ha fatto negli scorsi incontri”, e incalzano:

"Nessuno ha mosso un dito e il Presidente di Regione D’Alfonso non ci ha nemmeno ricevuto, dimostrando indifferenza e distanza. Anzi, la beffa vuole che nei giorni scorsi il Comune di Pescara abbia vantato sui media uno stanziamento di 18 milioni destinati alle periferie. In questi 18 milioni nessuna voce dedicata al contrasto dell’abusivismo e alla sicurezza , si parla solo di manto stradale e risanamento di qualche parco. Tutti interventi ben visibili ai cittadini di Pescara, ma che nulla portano alla qualità della vita di chi quei quartieri li vive. Una mala gestio politica in ogni grado istituzionale  che rende vani anche gli interventi delle forze dell’ordine, che finora, però, si sono limitati a blitz isolati, ma da cui non è scaturito nessuno sfratto effettivo".

In ultimo, Domenico Pettinari e Gianluca Vacca ribadiscono che i primi interventi da fare a tutela della sicurezza sono: 

1) sfratto immediato degli occupanti senza diritto che delinquono all’interno delle case popolari; 

2) installazione delle telecamere di video sorveglianza;  

3) posto fisso di polizia;

4) approvazione della legge e del pacchetto "La legalità è di Casa" che i pentastellati hanno presentato in consiglio regionale.

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