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Numerosi interventi previsti con il Pnrr per le scuole cittadine

A fornire i dettagli sulle novità che avranno i plessi scolastici di Pescara è il presidente della commissione Edilizia Scolastica, Fabrizio Rapposelli

Sono numerosi gli interventi sull'edilizia scolastica di Pescara che verranno effettuati grazie al Pnrr, il piano nazionale ripresa e resilienza.
Tra i vari interventi previsti, come riferisce Fabrizio Rapposelli, presidente della commissione Edilizia Scolastica, intervenendo nella polemica aperta dal Pd in riferimento alla seduta di commissione alla presenza dell’ingegner Andrea Veschi per la verifica dei progetti da candidare al Pnrr, ci sono la demolizione e ricostruzione ex novo della scuola elementare di via del Concilio per una spesa di circa 4 milioni di euro.

Ma anche la costruzione di 4 nuovi asili nido, concentrati nei quartieri residenziali a maggiore densità anagrafica; la costruzione di quattro nuove palestre scolastiche e di 4 nuove mense-refettori scolastici spalmati in tutta la città.

«Prima della scadenza del 28 febbraio», spiega Rapposelli, «termine entro il quale andranno inviati i progetti, tutte le proposte verranno rivalutate dall’amministrazione e mi pare evidente che ridurre un investimento di decine di milioni di euro al casus belli di un orto urbano, come sta strumentalmente facendo il Pd, sia clamorosamente riduttivo e offende l’intelligenza della città. Come sempre troppa fretta nel voler apparire e nell’alimentare una inutile polemica fa scivolare sulla classica buccia di banana».

Questo poi spiega Rapposelli: «Il piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenta una grande occasione irrinunciabile per tutto il Paese e, nel nostro caso, per Pescara perché ci consente di aspirare a finanziamenti importanti e utili a svecchiare o a potenziare il nostro patrimonio edilizio nel comparto scuola. Nei mesi scorsi il governo ha emanato quattro diversi bandi destinati a promuovere, incentivare e supportare interventi importanti stabilendo dei requisiti ben precisi per attribuire punteggi di valutazione a ogni singolo progetto, come la valutazione del rischio sismico, la densità della popolazione scolastica, l’anno di costruzione delle scuole su cui si intende intervenire, il coefficiente di prestazione energetica e alcuni di tali requisiti rischiano di favorire in qualche modo i piccoli comuni montani che potrebbero guadagnare punteggi maggiori proprio per le condizioni di maggiori criticità dei piccoli centri, ma comunque Pescara ha l’ambizione di partecipare e di aggiudicarsi una fetta di quei fondi, proponendo la candidatura di progetti di altissimo livello e qualità. Il primo progetto è stato già presentato alla scadenza dello scorso 8 febbraio: il bando riguardava le proposte per demolizioni e ricostruzioni di edifici scolastici e, dopo un’attenta disamina degli uffici, è stata presentata la proposta di demolizione e ricostruzione della scuola elementare di via del Concilio, che l’ha spuntata rispetto ad altre tre proposte che avevano portato sul tavolo le scuole medie "Carducci" e "Mazzini" e la scuola elementare di Colle Pineta. Alla fine la scelta è caduta sull’edificio scolastico del centro che, secondo una prima stima, potrebbe ottenere 44 punti sui 100 previsti, piazzandosi in posizione utile nella graduatoria generale. Il progetto determinerà un investimento di circa 4 milioni di euro. Gli altri tre bandi scadranno tutti il prossimo 28 febbraio, che rappresenta la deadline per la presentazione delle candidature. Il primo bando riguarda la costruzione di nuove palestre scolastiche e gli uffici tecnici del Comune attualmente stanno valutando la candidatura di quattro progetti: la costruzione della nuova palestra a San Silvestro e del nuovo impianto per la scuola elementare "Renzetti" in via Prati, quindi la demolizione e ricostruzione della palestra della scuola "Fellini" in via Italica e della palestra della scuola di Colle Pineta, dove oggi c’è una piccola struttura adibita a ospitare l’attività sportiva dei bambini. Poi le mense e refettori scolastici: anche in questo caso Pescara vorrebbe partecipare con quattro proposte, ovvero la realizzazione della mensa nella scuola di via Giardino, nel rione Villa del Fuoco; l’ampliamento del refettorio nella scuola "Renzetti", sempre in via Prati; poi la nuova mensa in via Scarfoglio, nella scuola media "Croce", dove verrebbe localizzato un centro cottura; infine la mensa della scuola "Cavour" in via Gioberti. Infine arriviamo all’oggetto della querelle, sulla quale i consiglieri del Pd hanno dimostrato di non capire l’oggetto della discussione. Infatti, l’idea progettuale dei nuovi asili nido, la cui distribuzione sul territorio è stata valutata sulla base delle presenze demografiche residenziali, dunque dove in maniera maggiore si concentra la domanda, ha previsto quattro possibili proposte tra cui verrà scelta con maggiore chance di finanziamento: il primo nido è stato ipotizzato nei pressi dell’uscita dall’asse attrezzato verso San Silvestro-Zona Fidia-Area Peep; il secondo nido vicino il Tribunale; il terzo nido in via Lago Isoletta, ossia tutte zone della città con alta densità demografica e scarsa presenza di strutture; e la quarta ipotesi progettuale è stata individuata per ora in via Santina Campana, nell’area che da qualche anno ospita un orto urbano. Ora, pare francamente strumentale che, a fronte di 13 progetti straordinari che per la prima volta dopo anni consentirebbero un maxi-investimento sulle scuole cittadine, il Pd si limiti a focalizzare, o meglio a fossilizzare la polemica sulla presenza di un nuovo nido, a servizio di centinaia di famiglie, e la permanenza di un orto urbano, scatenando la protesta di ben tre cittadini. Peraltro una polemica assurda parlando di un quartiere, quello dei Colli, che è pieno di parchi e di aree verdi, pubblici e privati, dunque un vero polmone d’ossigeno per tutta la città, un polmone che non vive solo per un orto urbano, ma che si alimenta attraverso la presenza di molteplici spazi. Sono certo che il buon senso sia nel mezzo: intanto l’amministrazione comunale, facendo le proprie scelte definitive, presenti i progetti e ottenga i finanziamenti. Poi, in fase di progettazione definitiva, sicuramente si troverà il modo per garantire l’eventuale convivenza tra orti urbani e un nido, che anzi potrebbe avvalersi della collaborazione educativa anche dei tre cittadini che oggi con orgoglio curano quegli orticelli, con buona pace dei consiglieri comunali del Pd».

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