Mercoledì, 16 Giugno 2021
Politica

Sciopero Cgil: in diecimila a Teramo contro la manovra del Governo

Oltre diecimila persone hanno partecipato a Teramo alla protesta della Cgil contro la manovra portata avanti dal Governo Berlusconi.Il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare: "Vogliamo che cominci a pagare chi non ha mai pagato"

Piu' di diecimila persone, questa mattina, hanno preso parte a Teramo alla manifestazione regionale indetta a livello nazionale dalla Cgil per protestare contro la manovra del Governo.

Il corteo, partito da Largo Madonna delle Grazie, si è snodato lungo le principali vie della città. "Non avevamo dubbi - ha detto Emilio Miceli, segretario nazionale Slc-Cgil - che questa sarebbe stata una grande giornata, sia sul versante dell'astensionismo al lavoro sia per la mobilitazione e la presenza nelle piazze".

All'iniziativa teramana hanno dato sostegno anche il partito dei Comunisti Italiani e il gruppo di SEL. Gianni Melilla, coordinatore regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, ha sostenuto con forza la scelta della CGIL: "La scelta della CGIL di scioperare è giusta e coraggiosa e rompe il muro delle ambiguità di chi ritiene possibile dialogare con un Governo che da tempo ha travalicato ogni decenza politica e morale - ha detto il numero 1 dei vendoliani abruzzesi". 

Diversa la scelta del coordinamento Pescara-Chieti della Confederazione Cobas, che ha deciso di porre un presidio davanti alla Banca D'Italia di Pescara in corso Vittorio Emanuele.

 Il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare, oggi in piazza a Teramo, ha proposto la sua soluzione per uscire dalla crisi: "Occorre cambiare il sistema della tassazione. La nostra proposta - ha spiegato - si basa sugli stessi saldi del Governo ma li compone in modo diverso, in modo che non siano sempre gli stessi a pagare. Noi chiediamo una tassa sulle grandi ricchezze e sui grandi immobili e una patrimoniale strutturale sul modello francese. In pratica - ha concluso Di Cesare - vogliamo che cominci a pagare chi non ha mai pagato".

La protesta contro le scelte del Governo Berlusconi anche in Abruzzo, così come nel resto d'Italia, ha prodotto disagi alla circolazione, uffici chiusi e servizi non garantiti.

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