Lunedì, 15 Luglio 2024
Politica

Circa 31mila abruzzesi si sono curati fuori regione nel 2023: un passivo da 60 milioni di euro

I dati li fornisce l'ultimo report dell'Agenzia regionale sanitaria e a commentarli è il deputato Luciano D'Alfonso (Pd). Le province peggiori quelle di Teramo e L'Aquila: "La campagna elettorale è finita, Marsilio e Verì inizino a pensare a soluzioni concrete"

“Nel 2023 la spesa per la mobilità passiva, ovvero i soldi che la Regione Abruzzo ha pagato ad altre Regioni per far curare i propri cittadini, ammonta a 138 milioni di euro. Sottraendo le risorse incassate con la mobilità attiva, pari a 78 milioni, si arriva a un passivo di 60 milioni. Sono i dati agghiaccianti che emergono da un dossier realizzato dall’Agenzia sanitaria regionale”.

Così il deputato Pd Luciano D'Alfonso riferendo i numeri del report pubblicato dall'Asr che vedono Pescara provincia “migliore” con il 16,7 per cento di ricoveri extra regionali. Peggio di tutti fanno Teramo dove si arriva al 32,2 per cento e L'Aquila con il 26,4 per cento. Quindi Chieti dove i ricoveri extraregionali sono stati pari al 22,7 per cento.

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Tornando al passivo D'Alfonso sottolinea come dei 60 milioni di passivo “oltre la metà (31 milioni) proviene dalla Asl teramana, buona parte (25 milioni) da quella teatina, una quota minore (9 milioni) dall’azienda pescarese, mentre l’unica ad avere un saldo attivo è quella aquilana (5 milioni) grazie all’attrattività delle sue strutture”.

“Complessivamente sono 30mila 881 gli abruzzesi che l’anno scorso si sono recati fuori dai confini regionali per curarsi, con un tasso di emigrazione del 24,3 per cento ogni mille abitanti. Le differenze tra le quattro province sono significative”, aggiunge riferendo le percentuali relativa.

“Al di là del dato puramente economico, è sconsolante constatare che un teramano su tre e unm aquilano su quattro scelgono di curarsi fuori regione. Si tratta di un segnale evidente della sfiducia che buona parte degli abruzzesi nutre verso il sistema sanitario regionale”, chiosa il deputao dem.

“Sarà il caso che il presidente Marsilio e l’assessore alla salute Verì, raro caso di amministratore bocciato dagli elettori ma riconfermato al proprio posto – conclude -, comincino a elaborare strategie per porre un freno a questa situazione: la campagna elettorale è finita, le bolle di sapone sono evaporate ma i conti continuano a essere in rosso”.

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