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Ryanair a Pescara, due condizioni per restare

A seguito del vertice che si è tenuto ieri fra la Regione Abruzzo e i dirigenti della Ryanair, sono emerse due condizioni imprescindibili che potrebbero far rimanere la compagnia low cost a Pescara. D'Alfonso: "Il 7 aprile incontro con Delrio"

Due condizioni fondamentali per rivedere la decisione di lasciare Pescara. Ryanair ha incontrato ieri, con il direttore commerciale David O'Brien, i vertici della Regione Abruzzo per discutere della chiusura della base presso l'aeroporto Liberi che dovrebbe scattare in autunno.

Presenti, fra gli altri, il Presidente D'Alfonso e il capogruppo di Forza Italia Sospiri. Il governatore, a seguito del vertice, ha fatto sapere che ora sarà fondamentale avviare subito una trattativa con il Governo ed il Ministro Delrio.

Ryanair infatti potrebbe rimanere a Pescara se le accise comunali aumentate dal Governo Renzi dovessero sparire, e se ci sarà una revisione sulla legge riguardante gli aiuti di Stato alle compagnie low cost, che oggi possono usufruire di fondi limitati e insufficienti.

 "Il ministro Delrio ha deciso di avviare una riflessione su questa tematica, alla luce anche dei nuovi orientamenti emersi in sede europea, secondo cui la presenza dei vettori low cost sul mercato rappresenta una risorsa, allo stesso modo degli aeroporti minori, per i quali il consiglio dei ministri e' disponibile a trovare un diverso assetto normativo, da calare anche nelle linee guida degli aiuti di Stato. L'Abruzzo in questa trattativa con il governo nazionale, sara' capofila, in quanto si tratta di una questione che riguarda tutte le Regioni italiane" ha dichiarato D'Alfonso, annunciando un primo incontro il 7 aprile prossimo. Ryanair invece ha sottolineato che qualora le condizioni dovessero cambiare e tornare ad essere vantaggiose, la compagnia non solo potrebbe rimanere a Pescara ma addirittura potenziare i servizi e collegamenti.

Il capogruppo Sospiri ha evidenziato come sarà fondamentale la trattativa e la forza delle richieste che la Regione Abruzzo farà al Governo per riuscire a ribaltare la situazione.

"E tocca al centro-sinistra lavorare affinche' si riesca a trovare una soluzione a un problema determinato dal governo Pd-Renzi a livello nazionale. Due, dunque, le richieste poste dai vertici della compagnia irlandese e che consentirebbero di rivedere la decisione di abbandonare la base operativa di Pescara: l'eliminazione degli incrementi della tassa d'imbarco imposta dal Pd e, soprattutto, l'impegno a rivedere la politica dei limiti agli aiuti di Stato per le compagnie low cost, i cui soldi non possono essere destinati ad Alitalia" ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia.

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