Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Nuova riunione sugli orari della movida, il presidente Rapposelli: "Stop alla clientela dei cicchetti a 1 euro"

Lo ha fatto sapere il presidente della commissione Rapposelli annunciando di aver invitato i rappresentanti delle associazioni di categoria per giungere ad una mediazione soddisfacente

Si riunirà domani il tavolo permanente della commissione commercio e attività produttive, riguardante gli orari della movida cittadina nell'estate 2021. Lo ha fatto sapere il presidente della commissione Rapposelli, aggiungendo di aver invitato i rappresentanti di Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Ascom e i piccoli Consorzi del centro.

Il suo partito, Fratelli d'Italia, chiede che dopo il 7 luglio, ovvero con l'inizio del periodo clou dell'estate, si vada verso orari più ampi di apertura arrivando almeno all'una dalla domenica al giovedì e almeno alle 2 il venerdì e sabato, cercando di comprendere entrambe le posizioni ovvero quella dei commercianti e gestori dei locali che, dopo mesi di pandemia, con una situazione sotto controllo hanno il diritto di lavorare rispettando le regole ed approfittando dell'estate e del periodo del turismo in città, e dei residenti che rivendicano il diritto di riposare senza dover sentire urla, cori e schiamazzi a notte fonda.

Pescara, ricorda Rapposelli, è una città turistica e di mare e d'estate è normale che si esca per cenare e fare quattro chiacchiere con gli amici dopo le 21,

"Dall’altro lato ci sono però i residenti, ovvero coloro che, per fortuna o sfortuna, abitano nelle vie della cosiddetta movida, che arrivano, anch’essi, da 18 mesi di religioso silenzio e pace assoluta, visto che, chiusi i locali, le strade della movida erano deserte. Quei residenti sono però altrettanto consapevoli che quelle strade vuote significano economia ferma e città paralizzata, dunque quelle strade devono necessariamente, oserei dire obbligatoriamente, tornare a riempirsi, a pullulare di persone, proprio per far ripartire l’economia stessa di Pescara.

Che però non significa deregulation e che ciascuno possa fare ciò che gli pare, ma significa convivenza, civile condivisione di uno spazio che ospita sia l’intrattenimento della città che il residenziale, e sta ora all’intelligenza, al buon senso e alla responsabilità delle due parti saper trovare un punto di incontro. "

Il presidente però ha fatto sapere che già in queste settimane nonostante gli orari rigidi di chiusura, il problema degli schiamazzi a tarda notte ben oltre le chiusure fanno intuire che il problema non sono i locali, ma i controlli da fare lungo le strade per le persone che restano fuori casa fino all'alba.

"È evidente che vadano adottate delle politiche e una selezione della clientela capace di tenere lontano chi disturba e di avvicinare chi viene nelle strade della movida per consumare, godere di una bella serata d’estate con gli amici e scambiare quattro chiacchiere, senza la necessità di innalzare cori al cielo. Che significa abolire o rinunciare alla clientela del cicchetto a 1 euro, che peraltro nulla porta in termini di qualità alla città, ma piuttosto può solo deteriorare un ambiente sano. "

Pescara, conclude Rapposelli, ha bisogno di vitalità e di riacquistare la socialità persa nei mesi di restrizioni, dando respiro a tutto il comparto economico del food e beverage.

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