Giovedì, 18 Luglio 2024
Politica

Petrelli sulla Riserva Dannunziana:"La rinascita della pineta è iniziata, ora è tempo di fare scelte importanti"

Il presidente della commissione Ambiente interviene dopo la seduta della commissione riguardante lo stato della Pineta dannunziana alla presenza dei tre esperti del comitato per la riqualificazione della riserva naturale

La rinascita ambientale della Riserva dannunziana è iniziata, dopo il terribile incendio del primo agosto 2021 ed ora è il momento di attuare scelte importanti e procedere alla reale bonifica dell'area, incentivando la rinascita del patrimonio arboreo. A dirlo il presidente della commissione Ambiente Ivo Petrelli, al termine della seduta odierna alla presenza dell'assessore e vicesindaco Gianni Santilli, dell'architetto Mario Caudullo del servizio verde, e dei tre esperti del comitato Gianfranco Pirone, Nevio Savini e Dario Febbo. Petrelli ha ricordato il dramma di quell'incendio che ha inferto una ferita profonda alla città, coinvolgendo tutte le realtà cittadine, dai residenti fino all'università e tessuto economico.

"A un anno e mezzo da quel tragico evento è arrivato però il momento di fare nuove scelte, anche in previsione dell’abbattimento dello svincolo a trombetta dell’asse attrezzato e dell’esproprio di alcune aree della zona che verranno accorpate alla Riserva stessa. Come ha ricordato l’assessore Santilli, da un lato si muoverà l’indagine giudiziaria su quel rogo, dall’altro si muoverà la gestione amministrativa che oggi può fare affidamento sulla disponibilità di 1milione 200mila euro da investire, frutto della riscossione della polizza assicurativa. È giunto il tempo di mettere in atto i cantieri per la rinascita della Riserva, a partire dai lotti 3 e 4 colpiti solo in parte dal rogo rispetto al comparto 5, e proprio nei primi due comparti dovremo ricostruire la casetta dei pensionati, i nuovi giochi per i bambini, oltre che portare avanti la bonifica dei rifiuti e detriti, operazione effettuata solo in parte proprio su suggerimento degli esperti e dei tecnici comunali: gli esperti hanno infatti consigliato di aspettare almeno due anni per consentire alla natura di fare il proprio corso, ovvero alle pigne di rilasciare i propri semi per la nascita di nuovi pini; i tecnici comunali, dal canto loro, non hanno ritenuto, sino a oggi, che ci fossero le opportune condizioni di sicurezza per entrare nelle zona devastate dal fuoco. "

A 18 mesi le cose, spiega Petrelli, fortunatamente sono mutate ed è possibile intervenire sulla riqualificazione arborea, ricordando che già nel 2021 il comparto 5 non era più una vera pineta ma un bosco misto con olmi e sorgi.

Gli esperti hanno dunque suggerito al Comune di soprassedere all’abbattimento degli scheletri degli alberi bruciati ma sopravvissuti per consentire alla natura di effettuare la disseminazione che è andata avanti per due stagioni, e infatti ci sono piantine oggi già alte circa 60 centimetri, e altre di 30 centimetri, testimoniando due diverse fasi di fioritura.

"L’incendio, come ha ricordato il dottor Savini, ha colpito 11 ettari di pineta: oltre 5 ettari nel comparto 5, ovvero 55mila metri quadrati; 5 ettari nel comparto 4; mezzo ettaro nel comparto 3. A oggi il sovrasuolo è parzialmente già ricostituito: a febbraio-marzo 2022 erano state censite già 1.500-2.000 piantine di pino d’Aleppo nuove su ogni ettaro di terreno, poi la siccità della scorsa estate ha fatto scendere tali nuove piante a 600-1.000 unità per ogni ettaro. Ora il problema è rappresentato dall’invasione delle piante erbacee che rischiano di soffocare quelle di pino. E allora è giunto il tempo di programmare gli interventi da attuare nei comparti, come la bonifica del terreno dai resti del vecchio vivaio; l’eliminazione delle parti metalliche; ma soprattutto l’affidamento di un incarico multidisciplinare di consulenza per lavorare nel massimo rispetto della riserva nelle parti percorse dal fuoco con un progetto soft che preveda l’eliminazione degli scheletri delle piante rimaste in piedi e che comunque hanno ormai terminato il proprio compito disseminando i propri semi."

Il Comune, ha ricordato Petrelli, potrà disporre della convenzione fra l'università di Firenze e la Fondazione Alberitalia per il progetto di esbosco della Riserva e la successiva ripiantumazione.

"La somma del ristoro assicurativo dovrebbe anche garantire il rifacimento della recinzione, della casetta distrutta e alcuni espropri. Consideriamo che solo l’intervento di esbosco dovrebbe costare circa 200mila euro; 80mila euro la rimozione dell’antico vivaio. Nel frattempo, nel progetto di rifacimento di via Pantini è stato finalmente previsto l’impianto antincendio pro-pineta dannunziana, utile a garantire anche l’irrigazione della Riserva per supportare la fase di attecchimento dei nuovi pini”."

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