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Sul progetto di riqualificazione dell'area di risulta il M5s è pronto a dare battaglia: "Pescara tradita"

I consiglieri comunali pentastellati si batteranno per far saltare l'approvazione durante il consiglio comunale del 16 luglio, della delibera sul progetto del centrodestra

M5s sul piede di guerra in Comune per il progetto di riqualificazione dell'area di risulta che sarà discusso giovedì 16 luglio durante la seduta del consiglio comunale. I pentastellati, infatti, parlano di un progetto, da parte del centrodestra, che di fatto tradisce la città che sperava di aver scongiurato una svendita dell'area ai privati dopo le proteste sollevate con le 4500 osservazioni per la delibera dell'ex giunta di centrosinistra.

MASCI SUL PROGETTO DELL'AREA DI RISULTA

I consiglieri ricordano che circa un mese fa avevano lanciato l'allarme sul centrodestra che, dopo un anno di immobilismo, ora parla di tempi troppo stretti per modificare il progetto rischiando di perdere i finanziamenti pubblici, di fatto accettando un progetto che avevano rinnegato anche in campagna elettorale. In commissione il piano è stato votato a favore da tutti i consiglieri di centrodestra, con astensione del centrosinistra e voto contrario del M5s:

L’amministrazione Masci porterà in discussione la proposta targata Marco Alessandrini - Luciano D’Alfonso con cui si vogliono privatizzare per i prossimi 20 anni tutti i 13 ettari dell'area di risulta e i parcheggi del centro cittadino, con tariffe insostenibili di 9 euro al giorno”. I 12 milioni di euro messi a disposizione dal Masterplan di Regione Abruzzo dovranno essere impegnati entro la fine del 2020, un termine ormai esiguo per presentare una nuova proposta, come chiesto ripetutamente dal M5S, e riavviare l’iter amministrativo di Vas (Valutazione Ambientale Strategica) che un progetto di questo tipo richiede.

Per i pentastellati le alternative di sono, come la spesa esclusiva della cifra presente nel Masterplan eliminando alcune parti del progetto che permetteranno solo ai soliti costruttori di ottenere migliaia di metricubi in pieno centro e posti auto a pagamento.

A differenza di chi si batteva il petto in nome della città solo per accaparrarsi voti e che una volta seduto sulla sedia del comando, è disposto a venderla al miglior offerente in cambio di una targa col proprio nome e di un taglio di nastro. Vanagloria sulle spalle dei pescaresi

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