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Mercoledì, 21 Febbraio 2024
Politica

Mense scolastiche, il sindaco sulle nuove tariffe: "Le fasce deboli pagheranno meno di quanto hanno pagato fino a oggi"

Carlo Masci interviene dopo lo stanziamento delle nuove risorse con cui si è garantito il contributo anche alla fascia 22-30mila euro e sui bambini non residenti che ne usufruiscono e agevolazioni non ne hanno assicura: "Già avviato il discorso con i Comuni limitrofi perché diano il loro contributo, attendiamo le risposte"

“Le fasce più deboli pagheranno meno di quello che hanno pagato fino a oggi e per quelle che non hanno un reddito non tanto elevato, ma comunque significativo, ci sarà una riduzione del costo. Avevamo detto di aspettare la fine perché dovevamo vedere quali risorse avevamo a disposizione: le abbiamo trovate e messe a disposizione del discorso mense e oggi i nostri bambini avranno un servizio migliore, una qualità del cibo notevolmente superiore perché abbiamo puntato sul cibo biologico, ma nello stesso tempo avranno un pezzo ridotto in linea con quelle che sono le potenzialità e le possibilità del Comune di Pescara”.

A dichiararlo è stato il sindaco Carlo Masci tornando a commentare la rimodulazione fatta per andare incontro alle famiglie con cui era nato un vero e proprio scontro caro-mense ampiamente sostenuto dalle opposizioni. Una nuova rimodulazione che ha consentito di trovare 300mila euro inserendo una nuova fascia di reddito, quella tra i 22mila e i 30mila euro, cui andrà il contributo comunale.

“Quello di Pescara – rimarca il sindaco – è pur sempre un Comune in piano di rientro, ma quest'anno usciremo dal pre-dissesesto. In questi cinque anni abbiamo anche rimesso a posto i conti. Abbiamo ripianato tutti i debiti e ormai possiamo permetterci di guardare oltre con disponibilità economiche che possiamo mettere a servizio della comunità pescarese per le necessità che ci sono e tra queste compaiono anche mense migliori a costi contenuti, soprattutto per chi ha redditi bassi. È questo il compito del Comune che rappresenta la città”, aggiunge.

Se il centrosinistra che ha sostenuto i genitori in questi mesi ha parlato di una battaglia vinta, il capogruppo del Pd Piero Giampietro ha comunque parlato di due “ombre” quella di non aver portato il contributo fino ai 40mila euro di reddito e, soprattutto, l'esclusione dalle agevolazioni di quei genitori che pur non risiedendo a Pescara soprattutto per ragioni lavorative o per semplice vicinanza dal confine, portano i loro figli a scuola qui.

Al sindaco chiediamo quindi se su questo si sta cercando di lavorare insieme ai Comuni vicini ancor più con quelli che faranno parte della “Abbiamo già iniziato a fare questo tipo di ragionamento con i territori limitrofi. Abbiamo chiesto di partecipare alla spesa che questi cittadini sostengono usufruendo del servizio nella nostra città, ma non vivendoci e dunque pagando le loro tasse in altre realtà. Siamo in attesa di risposte e quando ci sarà la Nuova Pescara ci sarà un unico discorso finanziario per cui le tasse tutti le pagheranno per l'unica città. Oggi il discorso – prosegue Masci – non può che essere diverso perché i cittadini di Pescara pagherebbero di più per un servizio che va a chi le tasse le paga da un'altra parte. Nel tempo ci siamo trovati in difficoltà perché il Comune di Pescara ha dato servizi a tantissime persone che frequentano e vivono la nostra città, ma che non vi risiedono e non ci possiamo più permettere di farlo o ci ritroveremmo nelle stesse condizioni. Non vogliamo che questo accada”.

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