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Violenza contro le donne, Marcozzi (FI): "Subito la riforma dei centri antiviolenza"

La consigliera regionale vorrebbe portarla a casa entro la fine della legislatura. L'ennesima iniziativa, sottolinea, dopo il "sì" al Reddito di libertà e l'aumento dei fondi per assistere le vittime

Dopo il Reddito di liberta la consigliera regionale di Forza Italia Sara Marcozzi punta alla Riforma dei centri antiviolenza.

“Continuiamo a leggere sulla stampa fatti di cronaca di violenza contro le donne e femminicidi. Un bollettino che, purtroppo, non risparmia nemmeno l’Abruzzo – esordisce la consigliera facendo il punto sull e iniziative fin qui promosse -. Sono notizie che ci ricordano come la quotidianità e la realtà che viviamo superino le ricorrenze e le feste comandate, buone per qualche dichiarazione di facciata ma inutili per intervenire alla radice del problema. Per questo motivo, negli anni, ho lavorato in consiglio regionale affinché il tema rimanesse sempre in cima alle priorità dell’agenda politica abruzzese”.

“L’ho fatto – spiega entrando nel dettaglio - aumentando a ogni legge di bilancio i fondi a sostegno dei centri antiviolenza, veri presidi di sicurezza sul territorio ai quali va il mio ringraziamento per il lavoro che svolgono ogni giorno al fianco delle vittime. A questo si è aggiunta l’approvazione della mia proposta di istituzione di un Reddito di libertà, che consiste nell’erogazione di una somma mensile a sostegno delle donne che subiscono violenza, affinché si liberino dal ricatto economico dei propri aguzzini, e che abbiamo già rifinanziato per il prossimo anno”.

“L’ultimo passo che rimane da fare è la riforma dei centri antiviolenza, aggiornando una norma regionale datata 2006 e che deve essere rinnovata. Sappiamo – prosegue Marcozzi - cosa fare dopo le interlocuzioni che ho avuto con le rappresentanti dei centri e il quotidiano lavoro di coordinamento che sto portando avanti. Abbiamo ancora margine di manovra, in questa legislatura, per dare a queste realtà gli strumenti migliori per essere subito più efficienti sul territorio. Adesso – conclude - non perdiamo tempo perché la cronaca, purtroppo, corre veloce e la politica deve usare ogni strumento per tenere il passo”.

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