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Martedì, 6 Dicembre 2022
Politica

Anziani non autosufficienti, l'appello dei pensionati Cisl alla Regione: "Lavorare insieme alla riforma attesa da oltre vent'anni"

Il sindacato chiede un impegno concreto per portare le istanze davanti al governo nazionale così che si possa costruire un percorso condiviso ed efficiente per dare risposte mirate alla popolazione fragile dato che l'Italia, ricorda Gatti, è secondo al mondo per anzianità

Anche dall'Abruzzo la richiesta ai vertici regionali perché la riforma dell'assistenza agli anziani sia fatta. Quello che la federazione pensionati (Fnp) della Cisl Abruzzo Molise chiede al presidente della Regione Marco Marsilio, l'assessore regionale al sociale Pietro Quaresimale e l'assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì è un impegno concreto per una riforma di cui tutto il Paese ha bisogno, sottolineano.

Un lavoro quello sul nuovo welfare per la non autosufficienza cui il sindacato si sta dedicando già da alcuni mesi, sottolinea il segretario generale della Fnp Cisl Abruzzo-Molise Mario Gatti. “Attualmente compongono il patto 52 organizzazioni che rappresentano gli anziani non autosufficienti, i loro familiari, i sindacati pensionati, gli ordini professionali e i soggetti che offrono servizi – sottolinea -. Un’ampia comunità di società civile che, per la prima volta, ha liberamente deciso di lavorare insieme su obiettivi comuni della non autosufficienza mettendo a disposizione le rispettive competenze e specificità”. Una battaglia iniziata nella primavera 2021 per far sì che la riforma sull'assistenza rientrasse come avvenuto nell'aprile 2022, all'interno del pnrr (piano nazionale di ripresa e resilienza). Una riforma che tra l'altro, sottolinea ancora Gatti, è attesa da oltre vent'anni. “La proposta che abbiamo presentato per l’introduzione del Sistema nazionale assistenza anziani è stata il frutto di un percorso partecipato e condiviso. Le conoscenze dei sindacati e delle associazioni direttamente coinvolte nell’assistenza agli anziani non autosufficienti sono state intrecciate con il 'sapere' degli operatori e operatrici che operano all'interno dei servizi e con le competenze scientifiche di una rete di esperti della materia”, prosegue.

Ricordando che il 10 ottobre nell'ultimo consiglio dei ministri presieduto dall'ex premier Mario Draghi è stato approvato lo “schema di disegno di legge delega di riforma dell’assistenza agli anziani non autosufficienti” e che alcune proposte avanzate dalle organizzazioni sono state accolte, la federazione pensionati della Cisl chiede di lavorare insieme, anche quindi ai vertici regionali, per apportare “alcuni miglioramenti necessari, soprattutto per quanto riguarda il disegno degli interventi domiciliari, semiresidenziali e residenziali. Inoltre, crediamo di fondamentale importanza provvedere ad assicurare maggiori risorse finanziarie a questo settore, senza le quali risulterebbe difficile dare concretezza alla stessa riforma”.

Un processo lungo che deve essere però percorso, sottolinea ancora il sindacato, al fine di arrivare ad una riforma efficace che di certo prima del 2024 per procedure di legge, non ci sarà. Di qui la lettera inviata ai vertici dell'ente abruzzese. La volontà è quella di “chiedere un impegno e la sensibilità sui temi che riguardano il sociale, e per avere un contributo per concretizzare l’occasione storica e irrinunciabile offerta dalla riforma nazionale dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, prevista dal pnrr. Oltre ad un concreto sostegno istituzionale, abbiamo sollecitato anche un incontro per socializzare, in maniera più approfondita, ogni aspetto di questa materia”, spiega ancora Gatti.

“Il nostro Paese, secondo più anziano al mondo e con dati di invecchiamento della popolazione da record – conclude - , aspetta da troppo tempo di disporre di un welfare che risponda adeguatamente alla domanda, in crescita, di servizi per anziani e per i loro familiari. In Europa, tutti i Paesi nostri vicini e concorrenti hanno già provveduto di conseguenza ad approvare una legge quadro sulla non autosufficienza. Se non l’approviamo ora quando?”.

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