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Rifiuti, M5s: "Con un blitz sullo statuto di Ambiente spa l'amministrazione cancella il comitato di controllo"

Domani le modifiche dovrebbero essere discusse, ma per Paolo Sola, Erika Alessandrini e Massimo Di Renzo da parte del sindaco c'è solo la volontà di accentrare tutto il potere del cda nelle sue mani

La modifica dello statuto di Ambiente spa, di cui si discuterà il domani, per il Movimento 5 stelle è un vero e proprio assalto ai principi di democrazia, partecipazione e controllo. “Un blitz”, così lo definisce il consigliere comunale Paolo Sola, “con il quale il Comune di Pescara, autore della proposta, pretende di impossessarsi della maggioranza assoluta del consigli d'amministrazione di Ambiente facendo di fatto fuori quasi completamente la rappresentanza degli altri Comuni soci che rischieranno così di subire le scelte di Pescara senza avere avere alcun potere decisionale, sobbarcandosi i rischi di eventuali scelte dannose, come accaduto con il progetto del biodigestore, che stava per essere letteralmente regalato ai privati a suon di milioni che a pagare sarebbero stati i cittadini”.

Il riferimento è a quanto accaduto nelle scorse settimane quando “attraverso il lavoro del Movimento 5 Stelle all’interno del Comitato di controllo analogo di Ambiente – rivendicano i consiglieri - si riuscì ad impedire l’approvazione di una proposta di due aziende del gruppo Snam per realizzare il famoso impianto di biogas di Città Sant’Angelo a condizioni economiche rivelatesi del tutto svantaggiose per i Comuni soci, che si sarebbero sobbarcati milioni di euro a propria insaputa”. E proprio il Comitato di controllo analogo è il secondo aspetto al centro della proposta di modifica allo statuto di Ambiente. “L’altra follia amministrativa proposta dal sindaco despota Carlo Masci – affermano infatti Erika Alessandrini e Massimo Di Renzo – è quella di smantellare letteralmente il Comitato così come costituito, sostituendolo con un organo amorfo formato dai sindaci dei Comuni soci. Praticamente un duplicato dell’assemblea dei soci, già formata proprio dai sindaci, con il paradosso che controllori e controllati diventerebbero due facce della stessa medaglia. Un fatto gravissimo che ha degli evidenti profili di illegittimità amministrativa, che impedirebbe ogni forma di potere ispettivo e di verifica da parte dei consiglieri comunali che, proprio nel Comitato di controllo analogo, hanno invece la sede per tutti quegli approfondimenti utili a difendere gli interessi pubblici da eventuali scelte sbagliate nell’ambito del servizio di gestione dei rifiuti”.

Non valida per i pentastellati anche la convocazione di domani della riunione del Comitato ci controllo che dovrà esprimere il parere sulle proposte di modifica. Invalidità che deriverebbe dal fatto, proseguono i consiglieri d'opposizione, che “è inviata anche a membri del Comitato non più in carica, come l’ex presidente Fabrizio Rapposelli dimessosi dopo la querele sul biodigestore e, cosa ancor più grave, due ex colleghi del Comune di Spoltore che, dopo la recente tornata elettorale, non sono più presenti all’interno dell’amministrazione comunale neo eletta. Un atteggiamento superficiale inaccettabile, con cui i vertici di Ambiente pretendono di discutere temi determinanti in un Comitato che non sarebbe regolarmente e formalmente costituito e in cui un intero Comune, quello di Spoltore, non avrebbe alcuna rappresentanza”. Circostanza che Sola fa sapere di aver già segnalato con una comunicazione ufficiale alla società e i colleghi del Comitato, “diffidandoli dallo svolgere una riunione che sarebbe illegittima e a spregio di qualunque regola base dell’amministrazione. Come per qualunque azienda partecipata, una forma di controllo terzo non può che essere garanzia degli interessi pubblici, da tutelare piuttosto che sabotare”, conclude.

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