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Giovedì, 22 Febbraio 2024
Politica

Ricorso al Tar del Comune contro l'accorpamento dei comprensivi 1 e 7, l'assessore Santilli: "È una decisione improponibile"

A riferirlo è proprio l'assessore comunale alla Pubblica istruzione: "Siamo sempre stati contro questa decisione, abbiamo dato mandato all'avvocatura perché si proceda"

“Abbiamo dato mandato all'avvocatura perché disponga il ricorso al Tar (Tribunale regionale amministrativo) contro l'accorpamento degli istituti comprensivi 1 e 7”. Lo dice a IlPescara l'assessore comunale alla Pubblica istruzione Gianni Santilli confermando quanto trapelato dalla commissione controllo e garanzia e cioè che la discussa decisione messa nera su bianco sulla delibera di giunta regionale, sarà portata nelle aule di tribunale.

Una notizia quella dell'accorpamento che ha scatenato un vero e proprio putiferio nelle scorse settimane tanto da arrivare a discuterne in un consiglio comunale straordinario chiesto dalle opposizioni. Consiglio nel corso del quale a esprimere contrarietà a quella decisione erano stati anche la maggioranza di Palazzo di Città, il presidente della Provincia Ottavio De Martinis che ha definito quella scelta “obbligata” rispetto alla situazione che si era venuta a creare con la contestata esclusione della provincia di Teramo, e il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che parlò della necessità di rivederla quella delibera. Una seduta in cui tra l'altro grande assente era proprio l'assessore regionale alla Pubblica istruzione Pietro Quaresimale cui da più parti è stata attribuita la responsabilità per l'esclusione di Teramo, provincia di sua appartenenza.

“Noi – ribadisce oggi Santilli annunciando il ricorso – eravamo contrari a questo accorpamento sin dall'inizio visto la zona in cui il comprensivo 1 si trova. È una decisione improponibile. Quello è un centro di aggregazione importante per tutto il tessuto sociale e anche se la preside andrà in pensione il suo lavoro deve andare avanti con chi prenderà il suo posto”.

A sollevare il problema fu il centrosinistra con una prima conferenza stampa con cui annunciò la decisione emersa da un atto della Provincia poi finito nella delibera, di accorpare i due istituti con il primo che fa riferimento alla zona Rancitelli-Fontanelle, due dei quartieri più difficili della città. La perdita di una dirigenza, lamentarono, che si sarebbe tradotta nella perdita di un presidio di legalità. Fu proprio il presidente De Martinis a replicare sottolineando che l'ente aveva sin da subito fatto sapere alla Regione che Pescara di accorpamenti non avrebbe dovuto subirne per i numeri e perché in quel senso con Civitella Casanova negli anni scorsi aveva già dato. La richiesta però di farne due di accorpamenti (uno interessa Penne) lo avrebbe spinto a fare quella scelta per non avallare l'altra ipotesi: quella dell'unica dirigenza per l'istituto Di Marzio e l'istituto Manthoné data l'importanza, in quanto a presidio di legalità, anche di quest'ultima scuola, aveva sin da subito sostenuto.

Al di là delle critiche politiche il Comune, che con una lettera inviata dal sindaco Carlo Masci sia alla Regione che alla Provincia, aveva espresso subito dopo aver saputo di quanto previsto dalla delibera aveva espresso preoccupazione, ha alla fine deciso di ricorrere al Tar. Si vedrà se nel frattempo la richiesta del presidente Sospiri fatta pure in occasione del consiglio comunale straordinario perché la giunta regionale riscrivesse la delibera includendo Teramo, avrà un seguito.

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