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La replica del presidente Ater al centrosinistra: "Progetti pronti per la demolizione del ferro di cavallo e per i nuovi alloggi"

Il presidente Lattanzio replica al centrosinistra in merito ai progetti di demolizione, riqualificazione e realizzazione di alloggi popolari a Pescara

Una ricostruzione confusa e volutamente fantasiosa del centrosinistra in merito alla questione delle demolizioni e realizzazioni di nuovi alloggi popolari a Pescara. Così il presidente Ater Lattanzio ha voluto replicare al centrosinistra che questa mattina ha attaccato il centrodestra regionale, comunale e l'Ater in merito ai progetti che dovrebbero prevedere l'uso di fondi derivanti dal superbonus ma che sarebbero a rischio a causa di alcuni presunti errori di progettazione fatti dagli amministratori.

Il presidente ha specificato che il progetto di demolizione del ferro di cavallo, cos' come quello dei nuovi 56 alloggi popolari in via Tavo è pronto, e lo studio di fattibilità è già stato inviato alla Regione che predisporrà il progetto definitivo entro giugno con approvazione entro luglio. Individuati anche gli alloggi dove ospitare le 80 famiglie  regolari che dovranno entro fine anno lasciare il ferro di cavallo per avviare la demolizione.

Lattanzio ha anche specificato che inizialmente si era pensato di sfruttare eco e sisma bonus, ma poi i tecnici si sono resi conto che la strada non era percorribile:

Automaticamente e per rispettare la legge sono venuti meno i tempi stringenti imposti dall’eco e sismabonus, un problema che ci accomuna a tutte le Ater d’Italia, tanto che Federcasa ha presentato un’istanza per chiedere una proroga delle scadenze. Comunque, su Pescara adotteremo una procedura di poco più lunga che poco però aggiunge o toglie alla bontà dell’intervento che prevede un passaggio intermedio di straordinaria rilevanza, ovvero: nel Ferro di Cavallo ci sono oggi circa 120 appartamenti di cui 20 sono vuoti, e sono 80 le famiglie legittime assegnatarie che dovranno lasciare i propri alloggi e hanno però diritto ad avere una nuova casa.

Ora, l’Ater ha 100 alloggi disponibili, che però vanno ristrutturati e resi fruibili con interventi per i quali abbiamo chiesto risorse alla Regione. Eseguiti gli interventi di manutenzione, inizieranno gli spostamenti, procedura che anch’essa comunque avrebbe richiesto e richiederà almeno 6 o 7 mesi di tempo, anche perché dobbiamo spostare famiglie e non pacchi postali. Questo significa che la procedura amministrativa della variante urbanistica e quella dei traslochi cammineranno di pari passo.

Saranno utilizzati fondi Cipe per 11,520 milionia assegnati alla Regione per la demolizione e ricostruzione degli alloggi in via Lago di Borgiano, già ripartiti con 2,304 milioni al Comune di Pescara per opere di urbanizzazione secondaria, 9,216 milioni per la demolizione degli stabili in via Lago di Borgiano e del verro di cavallo e la parziale ricostruzione di alloggi divisi in lotti:

  • lotto 1 - demolizione dei fabbricati in Via Lago di Borgiano, il cui studio di fattibilità tecnico economico è stato approvato con delibera del Cda del 28 maggio 2020, per un costo complessivo dell’intervento pari a 1milione 350mila euro;
  • lotto 2 - intervento di demolizione totale dello Stabile 15 del Ferro di Cavallo e successiva ricostruzione parziale, di 56 alloggi in via Tavo per un costo complessivo dell’intervento pari ad 7milioni 866mila euro.

Veniamo poi alle modifiche progettuali di sostanza pure contestate dal consigliere Blasioli: inizialmente il progetto prevedeva la ricostruzione di 50 alloggi distribuiti tra due palazzine in via Valle di Rose, una in via San Francesco, una in via Tavo, e l’acquisto di alcuni alloggi. Tale previsione a ottobre 2020 scatenò la dura protesta e polemica dello stesso Blasioli, il quale puntò l’indice contro il consumo del suolo e ci accusò di voler violentare gli ultimi spazi verdi esistenti nel quartiere Gescal.

L’Ater che ha solo l’obiettivo di tutelare i cittadini e il territorio e non volendo costruire insediamenti in contrasto con la popolazione, ha deciso di rivedere il piano, di accorpare le nuove costruzioni in un unico stabile, che sorgerà in via Tavo, e costruendo 56 nuovi alloggi anziché i 50 inizialmente previsti. Ma a quanto pare anche la seconda soluzione non ha incontrato il consenso del consigliere Blasioli, contrario a prescindere, e allora stavolta ce ne faremo una ragione.

Sui tempi, spiega Lattanzio, Blasioli ha sbagliato su tutta la linea in quanto i progetti di demolizione del ferro di cavallo e la ricostruzione dei 56 alloggi sono già stati inviati alla Regione che entro giugno preparerà il progetto definitivo, approvato entro fine luglio. Entro fine anno sarà pubblicato obbligatoriamente il bando per l'appalto integrato, trovando l'impresa che dovrà predisporre e realizzare il progetto esecutivo, con le ruspe in azione a primavera 2022.

Ma nel frattempo entro il 31 dicembre 2021 avremo anche completato il trasferimento delle 80 famiglie del ferro di cavallo i cui alloggi dovranno essere liberi da cose e persone, dunque pienamente disponibili, prima di aprire la gara d’appalto. In ultimo, solo per rincuorare il consigliere Blasioli e il Pd: i fondi Cipe sono fondi statali al pari dei fondi eco-sisma-bonus, ovvero il 110, fondi, questi ultimi, che non abbiamo perso, ma più semplicemente li utilizzeremo per interventi sul territorio, le cui progettazioni sono già partite, che non necessitano di varianti urbanistiche e ci consentono di rientrare nelle scadenze fissate”.

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