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La Regione diffida la società Pinguino per la riapertura delle Naiadi: "Piscine in funzione entro sette giorni"

L'annuncio della diffida formale è stato fatto dal presidente del consiglio regionale Sospiri e dal presidente della commissione statuto del Comune Croce

La Regione Abruzzo ha inviato una diffida formale alla società Pinguino Nuoto, capofila dell'ats che sta gestendo le Naiadi, per intimare la riapertura delle piscine entro sette giorni, come concordato nel vertice che si è tenuto lo scorso 2 febbraio. Lo hanno fatto sapere il presidente del consiglio regionale Sospiri e il presidente della commissione comunale statuto Croce. Durante quell'incontro, spiegano i presidenti, erano state date rassicurazioni sull'apertura a partire dall'8 febbraio scorso da parte della società che gestisce l'impianto sportivo.

NAIADI, PRESTO LA RIAPERTURA AGLI AGONISTI

Qualora non dovesse essere rispettato il termine di scadenza, la Regione provvederà per vie legali in quanto i ritardi non sono più accettabili e tollerabili. Sospiri e Croce hanno aggiunto:

Siamo consapevoli anche delle limitazioni dettate dai decreti della presidenza del Consiglio dei ministri, ma siamo altrettanto consapevoli che praticamente il 90 per cento delle piscine del nostro territorio sono già tornate da mesi a lavoro, mentre quello che e' l'impianto più grande e attrezzato del centrosud Italia e' rimasto chiuso, un paradosso che ha costretto centinaia di associazioni a fare la spola tra le province per l'allenamento dei ragazzi impegnati in gare e competizioni di interesse Coni.

Le vasche ad oggi sono ancora chiuse anche agli atleti che partecipano a competizioni ufficiali, una situazione inammissibile con l'avvio imminente dei campionati nazionali.

Se tale iniziativa non avverrà entro sette giorni evidentemente gli uffici procederanno per le vie legali, attivando le procedure più opportune per la rescissione della Convenzione inerente l'affidamento della concessione del complesso 'Le Naiadi'. Non possiamo consentire la mortificazione di una struttura che e' straordinaria, ma soprattutto il mancato rispetto di impegni con le Istituzioni e ancor più con i cittadini e i fruitori.

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