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Il presidente Rapposelli insiste: "Saldi fino a fine marzo e tutti i negozi aperti anche in zona rossa"

Il presidente della commissione commercio torna sulla questione dei saldi e della crisi economica che sta colpendo soprattutto il settore dei negozi al dettaglio cittadini

Saldi fino alla fine di marzo, e soprattutto tutti i negozi aperti anche in zona rossa, per evitare che ci siano ingiustizie e dunque figli di serie A e di Serie B, come nel caso delle attività di vendita di abbigliamento, scarpe e gioielli, bar e ristoranti che non si di certo gli untori del Covid 19 ma che dall'inizio della pandemia si sono messi in regola rispettando le norme e subendo chiusure che appaiono ingiustificate. L'appello arriva dal presidente della commissione commercio e attività produttive Rapposelli, che ha ascoltato il grido d'allarme di questi commercianti e relative associazioni di categoria che rischiano seriamente di fallire e di non poter più riaprire i battenti al termine della nuova zona rossa.

A oggi, paradossalmente, la zona rossa ha di nuovo imposto la chiusura di tutte le attività che per prime hanno adottato strumenti e situazioni per impedire ogni forma di contagio, non c’è negozio o pubblico esercizio che non abbia istituito dei percorsi all’interno dell’attività per regolamentare e contingentare l’ingresso dei clienti o che non imponga l’uso rigoroso delle mascherine, situazioni facilmente verificabili e riscontrabili.

Tale consapevolezza ci obbliga ad attivare un’azione di pressing istituzionale per chiedere che, pur restando in zona rossa, sia consentita la riapertura di tutti i negozi, senza alcuna distinzione, rafforzando, eventualmente, la macchina dei controlli.

Rapposelli condivide l'imponente dispiegamento di forze dell'ordine per verificare il rispetto delle misure anti Covid con pesanti sanzioni per chi le viola, ma è fondamentale non solo prolungare i saldi ma dare nuovo ossigeno e respiro alle attività costrette dopo poche settimane a chiudere nuovamente. Saldi che darebbero la possibilità di fare le ultime vendite, seppur a prezzi scontatissimi, per risanare i bilanci in rosso.

E su tali istanze chiedo che sia la città di Pescara, che nel commercio ha il suo motore economico, a farsi capofila di un’attività di persuasione istituzionale

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