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Raddoppio ferroviario Pescara-Roma, il sindaco di Manoppello ai cittadini: "Nessun tradimento, lottiamo per correggere il progetto"

Una lettera aperta quella di Giorgio De Luca alla città in cui chiede di non credere a chi dice che ci sia stato un cambio di rotta, ma per spiegare che il progetto è stato approvato dal ministero e su questo l'amministrazione non può far nulla, ma continuare a combattere per renderlo migliore sì

Ora che la certezza sul fatto che il raddoppio ferroviario, almeno per i primi due lotti, si farà vista la conferma del ministero delle infrastrutture e dei trasporti che ha annunciato gli imminenti bandi, il sindaco di Manoppello Giorgio De Luca puntualizza sulla posizione dell'amministrazione rispondendo di fatto a quei cittadini che il progetto non lo condividono e che hanno visto nella conclusione di una lunga battaglia una sorta di capitolazione.

Così non è assicura il sindaco che proprio alla città ha scritto una lettera aperta sottolineando che l'unica cosa che l'amministrazione ha fatto è stata quella di “cambiare prospettiva” perché impedirla la realizzazione sarebbe impossibile. Un cambio di prospettiva che consiste nel continuare a lottare per correggerlo quel progetto e salvare lo Scalo.

La lettera aperta del sindaco Giorgio De Luca ai cittadini di Manoppello

“Cari concittadini – esordisce De Luca - la chiarezza è un valore. Troppe le inesattezze, troppe le informazioni diffuse ad arte, per confondere, sviare, pilotare i giudizi. Si vuol far credere che sia stato il consiglio comunale ad approvare il progetto di raddoppio ferroviario. Non è così”,

“Il progetto di Rfi nostro malgrado, è realtà perché è stato approvato il 9 maggio 2023 in conferenza dei Servizi, nella stessa seduta in cui il Comune ha ribadito il proprio parere negativo all’opera – precisa il primo cittadino -. Posizione sostenuta in tutte le sedi, nel corso dell’ultimo anno e mezzo. L’unica possibilità dunque, è correggere il progetto”. Il sindaco sottolinea quindi che per il punto cui si era arrivati le scelte cui l'amministrazione si trovava di fronte erano due: “accettare passivamente lo scempio e dunque dividere lo Scalo in due o approvare un progetto migliorativo rispetto a quello della conferenza dei Servizi. Il consiglio comunale ha quindi scelto di approvare una proposta progettuale del tutto nuova e necessaria per mitigare l’impatto della nuova infrastruttura”.

“Sarebbe stato più facile per la maggioranza non fare nulla, gridare allo scempio, alzare i toni. Ma cosa avremmo ottenuto? Nulla”, prosegue De Luca. “Per evitare di dividere lo Scalo e di subire passivamente un progetto pieno di criticità – ribadisce -, abbiamo scelto di essere noi i protagonisti e dettare le regole a Rfi. Il progetto, se si farà, dovrà essere ridisegnato sulle nostre esigenze. È per questa ragione che in consiglio la nostra maggioranza ha approvato l’elenco di opere imprescindibili che Rfi si è impegnata a realizzare a Manoppello, grazie al parere qualificato della Regione, espresso con delibera 278 del 16 maggio 2023”

Quei progetti riguardano, ricorda, la realizzazione di due sottopassi con l'eliminazione dei passaggi a livello, una nuova viabilità, il prolungamento delle arterie stradali, la riconnessione e riqualificazione del tessuto urbano, l'attenzione alle esigenze dei frontisti con barriere antirumore in vetro e modulari, pieno sostegno a proprietari e frontisti”.

Un dietrofront il sindaco lo fa sul famoso progetto di “Variante” che per mesi è stato al centro del dibattito. “Finché ci sono state le condizioni, abbiamo lottato per la Variante, una soluzione giudicata irrealizzabile per la presenza del corso del fiume Pescara e col senno di poi, dopo le tragiche alluvioni in Emilia Romagna, forse è stato giusto così”, scrive infatti ai cittadini.

“Fra qualche settimana Rfi ci invierà le bozze dei progetti che condivideremo con i manoppellesi e da lì potremo ripartire per continuare a ragionare sul futuro dello Scalo”, annuncia quindi il sindaco sottolineando che “il Comune è e sarà sempre al fianco di cittadini. Non credete a chi grida al tradimento. Sarebbe stato più semplice prendere gli applausi, ingannare i cittadini con il miraggio del giudice comprensivo pronto a fermare l’opera, per qualche mese. Il progetto di velocizzazione ferroviaria è un’infrastruttura, lo ricordo, giudicata strategica dallo Stato. Noi abbiamo fatto una scelta di campo, una scelta forse impopolare, ma di certo meditata e sofferta. E' arrivato il momento il cambiare prospettiva – conclude - e decidere noi sulle opere di miglioramento e riqualificazione dell’eventuale progetto di raddoppio. Il futuro ci darà ragione”.

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