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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Politica Manoppello

Raddoppio ferroviario Pescara-Roma, dal Comune di Manoppello un nuovo dossier per dire "no" al progetto

Il sindaco De Luca pronto ad inviare le nuove osservazioni al Comitato Via: così come pensato, torna a ribadire, il progetto è dannoso e inutile

Prosegue la battaglia del Comune di Manoppello per chiedere modifiche al progetto per la realizzazione del raddoppio ferroviario Pescara-Roma. L'amministrazione è pronta ad inviare nuove osservazioni al ministero della transizione ecologica motivando punto per punto la propria contrarietà ad un progetto in cui, sottolinea, sono troppe le criticità ed esorbitanti i costi sociali e ambientali. “Gli uffici comunali con il supporto di esperti esterni, anche sulla base delle indicazioni della commissione consiliare Rfi, hanno redatto un nuovo dossier – spiega il sindaco Giorgio De Luca – per rafforzare le osservazioni già trasmesse a marzo scorso ed inviare un ulteriore parere negativo al progetto di raddoppio per i lotti 1 e 2 dell’opera”.

Le osservazioni, volte a dimostrare le numerose criticità del progetto, saranno trasmesse alle direzioni Valutazioni ambientali e Crescita e sviluppo del Mite entro sabato 21 maggio, data di chiusura dei termini. Il primo punto per cui chiedono attenzione è quello relativo al problema del consumo del suolo dato che, aggiunge il sindaco, il progetto “oltre che dannoso si dimostra incoerente. Da un lato, nel centro urbano, con il raddoppio in affiancamento al tracciato esistente si sventra la città, si abbattono case ed attività commerciali, si complicano e si annullano i collegamenti con gravi problemi per il trasporto pubblico locale; dall’altro, fuori dal centro cittadino il tracciato Rfi prevede l’abbandono in affiancamento alla linea storica e la realizzazione di un imponente viadotto. Articolata in tre elementi, la nuova infrastruttura che sormonta prima la statale, poi l’autostrada e infine il fiume Pescara, lambisce una centrale del gas, con possibili problemi di sicurezza – incalza il primo cittadino -. Si tratta, a nostro avviso, di un’opera a forte impatto ambientale che costituirebbe un unicum nella realtà della Val Pescara poiché taglia trasversalmente ed in modo significativo la vallata”. “Un progetto dannoso – incalza De Luca - anche nei suoi risvolti sociali, con decine di persone sradicate, immobili abbattute, attività commerciali chiuse o delocalizzate; senza dimenticare tutti i problemi legati alla viabilità totalmente stravolta rispetto alla attuale e con gravi mancanze in termini di sicurezza e possibili ripercussioni negative sul trasporto pubblico locale. Al ministero chiederemo inoltre certezze su quest’opera che dovrebbe avvicinare Pescara a Roma ma rischia di essere un’incompiuta, visto che, ad oggi, non vi sono certezze su altri finanziamenti e sulle altre tratte. Continuiamo a ribadire che in coerenza con le esigenze del territorio, su questa importante opera pubblica attesa da decenni, sia necessario approfondire e percorrere l’ipotesi alternativa ampiamente caldeggiate in questi mesi che prevede una variante di tracciato all’Interporto”.

Le osservazioni al comitato Via saranno inviate quasi certamente domani con il Comune che ribadirà ancora una volta quanto sostiene sin dall'inizio e cioè che così come pensato il raddoppio ferroviario è un'opera insostenibile che compromette l'assetto viario con addirittura l’impedimento all’accesso di mezzi pubblici per una parte rilevante del territorio, che viola i vincoli urbanistici e paesistici, che porta al depotenziamento dell'Interporto rispetto alle ingenti risorse già spese per la sua realizzazione e che avrà enormi ripercussioni sociali ed economiche.

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