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Raddoppio ferroviario, Manoppello chiede un coinvolgimento fattivo di Regione e parlamentari abruzzesi

Nella serata di ieri, 2 maggio, si è riunita la commissione consiliare Rfi con l’obiettivo di pianificare nuove iniziative

In merito al progetto del raddoppio ferroviario, il Comune di Manoppello chiede un coinvolgimento fattivo della Regione e dei parlamentari abruzzesi. Nella serata di ieri, 2 maggio, si è riunita la commissione consiliare Rfi con l’obiettivo di pianificare nuove iniziative e discutere la bozza di delibera che verrà portata all’attenzione di un prossimo consiglio comunale.

“Abbiamo chiesto e continuiamo a chiedere che l’opera possa essere realizzata con il minor impatto possibile sulle abitazioni, attività, tessuto urbano – ha detto il sindaco Giorgio De Luca – e rivolgiamo un ulteriore appello a tutti i parlamentari abruzzesi che, dopo un primo coinvolgimento, abbiamo trovato silenziosi su un tema che non riguarda solo Manoppello o Chieti, ma che è d’interesse largo. Allo stesso modo chiediamo alla Regione di esprimersi con un atto ufficiale di diniego all’opera così come prospettata da Rfi e di sostenere fattivamente un processo di condivisione fra tutti gli attori per un progetto concreto e cantierabile alternativo a quello di cui discutiamo da mesi e che rappresenterebbe una ghigliottina per i nostri territori con ingente consumo di suolo”.

E non è tutto: “A breve – ha detto il presidente della Commissione Rfi, Davide Iezzi – una volta pronti gli atti chiederemo al presidente del consiglio comunale di convocare un’assise civica aperta, così come concordato con il comitato Comferr e provvederemo ad invitare la Regione e i parlamentari eletti in Abruzzo, che devono essere a conoscenza di come vengono impiegate le risorse del Pnrr”.

I problemi evidenziati dal Comune di Manoppello sono molteplici. Da un lato, nel centro urbano, con il raddoppio in affiancamento al tracciato esistente si abbattono case e si complicano i collegamenti con gravi problemi per il trasporto pubblico locale dirottato su strade troppo strette il passaggio di autobus e mezzi; dall’altro, fuori dal centro cittadino il tracciato Rfi, prevede l’abbandono in affiancamento alla linea storica e la realizzazione di un imponente viadotto articolato in tre elementi che sormonta la strada statale, l’autostrada e il fiume Pescara, affiancando il sito di stoccaggio del gas, tra i più grandi del centro sud, sottoposto  a direttiva Seveso e dunque con possibili rischi per la pubblica incolumità.

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