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Scatta la petizione contro il mercatino etnico

La raccolta delle firme proseguirà sino al prossimo 12 maggio, data ultima per la presentazione in Comune delle Osservazioni. Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara Futura: "Siamo pronti a passare anche Ferragosto e Natale in aula consiliare"

Presenteremo con i cittadini e i commercianti di Pescara centinaia e centinaia di Osservazioni contro l’installazione del nuovo mercatino etnico sotto il tunnel della stazione ferroviaria centrale. Abbiamo iniziato con la raccolta delle firme e delle adesioni degli utenti, che proseguirà sino al prossimo 12 maggio, data ultima per la presentazione in Comune delle Osservazioni stesse, e siamo pronti a passare anche Ferragosto e Natale in aula consiliare per fermare quel mercatino che sarà l’ennesima vergogna per la giunta Alessandrini e per la città intera”.

Così i consiglieri comunali di Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara Futura che da piazza Primo Maggio, area antistante la Nave del maestro Cascella, hanno dato inizio alla raccolta delle firme e delle Osservazioni contro l’allestimento e la dislocazione del nuovo Mercatino etnico sotto il tunnel ferroviario. Presenti il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri, i consiglieri Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco per Forza Italia, Carlo Masci per Pescara Futura, e Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore per ‘Pescara in Testa’. E' stata anche creata una pagina Facebook, denominata ‘Mercatino etnico? No, grazie’.

Ghettizzare gli aspiranti ambulanti extracomunitari sotto un tunnel ferroviario - dice il centrodestra - non significa ‘integrarli’ con il tessuto sociale e commerciale pescarese, ma significa solo rischiare di favorire un nuovo concentrato di illegalità, al pari di quell’area mercatale smantellata dalle aree di risulta dell’ex stazione proprio perché, secondo quanto scoperto dalle Forze dell’Ordine, era addirittura la ‘centrale della contraffazione’ del centro-sud Italia; è folle spendere 250mila euro in un periodo storico ed economico tanto difficile da parte di un Comune che troppo spesso si dimentica di aver chiesto lo stato di predissesto, appena due anni fa, e spendere nello specifico 250mila euro per allestire un nuovo mercato etnico è inaccettabile”.

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