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Nuova protesta contro i disagi vissuti nel pronto soccorso

Il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari del M5s, e diversi cittadini sono tornati a protestare davanti alla struttura sanitaria per i lunghi tempi di attesa

Nuova protesta davanti al pronto soccorso dell'ospedale di Pescara per i disagi vissuti nell'ultimo periodo con lunghe attese, anche di 10-15 ore.
Il caso che ha fatto esplodere la questione è stato il decesso dell'imprenditore Bruno D'Attanasio morto mentre era in attesa da circa 8 ore nel pronto soccorso del "Santo Spirito".

A mobilitare la manifestazione di protesta è stato nuovamente il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari del M5s. Con Pettinari diversi cittadini che insieme a lui si sono incatenati in quanto esasperati per il caos e la disorganizzazione che regnano.

«I tempi d'attesa per i pazienti stanno diventando sempre più lunghi e questo non è più accettabile», denuncia Pettinari, «abbiamo casi in cui si attendono anche cinque giorni in pronto soccorso prima di essere presi in carico. Oggi siamo tornati qui, abbiamo toccato nuovamente con mano tutta la disperazione di una cittadinanza che non ne può di una gestione sanitaria inaccettabile per un grande Paese come l'Italia. Il problema deve essere affrontato partendo dalla testa della sanità, dalle stanze di chi ha in mano il potere decisionale, cioè da chi governa la nostra regione. Loro hanno il dovere di dare un indirizzo politico chiaro, cosa che sta mancando completamente da anni ormai. Si lasciano da soli, in balia degli eventi, i poveri operatori sanitari che ringrazio per lo sforzo sovrumano che devono fare ogni giorno. Ma se la giunta di centrodestra non risolverà questi problemi, nel giro di pochi giorni la situazione rischia di precipitare definitivamente».


Poi l'esponente pentastellato prosegue: «Io sto urlando da giorni, con tutti i mezzi a mia disposizioni, i problemi della sanità pescarese. A partire dalla carenza di personale. Pensate che nel solo pronto soccorso di Pescara mancano circa 10 medici perché la Regione non trova soluzioni concrete per assumere medici. La diretta e inevitabile conseguenza è la chilometrica lista d'attesa che dura giorni e giorni, con i cittadini abbandonati nelle corsie e sulle barelle aspettando di ricevere l'aiuto di cui hanno bisogno. Per questo ripeto a squarciagola che bisogna fare subito bandi che prevedano incentivi economici e premialità curriculari per tamponare una carenza di personale a oggi catastrofica, cui devono unirsi assunzioni di infermieri e oss. Ma a sistema vanno messe altre soluzioni, come la riduzione degli accessi al Pronto Soccorso. Per farlo è necessario rafforzare la medicina territoriale, con i distretti sanitari e uno strumento come l'unione di medici di medicina generale che possano quantomeno intervenire sui codici bianchi e verdi, così da mettere il pronto soccorso in condizione di dare priorità a chi ha più urgenza. Inoltre bisogna restituire dignità e riportare a regime gli ospedali minori della provincia di Pescara. Questa è una battaglia che combatto da anni, perché è da troppo tempo che le amministrazioni regionali tagliano i presidi del territorio, che pure hanno eccellenze straordinarie che andrebbero valorizzate e non eliminate con un tratto di penna».

Così conclude Pettinari: «Questi signori hanno tutti gli strumenti per restituire dignità al sistema sanitario regionale pubblico. Ma devono farlo e subito, perché quello che i cittadini subiscono ogni giorno non è tollerabile. Le storie che ci sono state raccontate, i giorni di attesa prima di poter essere presi in carico, sono episodi di una gravità inaudita, e chi governa la Regione dovrebbe trarne le conseguenze: il presidente Marsilio e l'assessore Verì dovrebbero dimettersi se entro pochi giorni non si troveranno soluzioni a questi problemi gravissimi. Io non farò mai un passo indietro e mi batterò al fianco dei cittadini, ogni giorno e senza risparmiarmi. Questa vergogna deve finire una volta per tutte».

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