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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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Giampietro (Pd): "La proroga del servizio mense sia l'occasione per rimodulare le insostenibili nuove tariffe"

La richiesta arriva al termine della commissione straordinaria controllo e garanzia durante la quale è stato comunicato che, visto il ricorso al Tar, alla Serenissima sarà prorogato il servizio fino al 31 gennaio 2024: la battaglia si sposta nella seduta di bilancio dove alla giunta Masci si chiede "di fare un passo indietro"

Il mese di proroga alla Serenissima per il servizio di refezione scolastica sia l'occasione “procedere alla rimodulazione radicale delle tariffe per evitare di scaricare da febbraio sui genitori pescaresi le tariffe più care d’Italia”. A chiederlo è il capogruppo del Partito democratico Piero Giampietro al termine della commissione straordinaria controllo e garanzia durante la quale l'assessore comunale alla Pubblica istruzione Gianni Santilli ha comunicato la misura che ha lo scopo di dare continuità al servizio visto il ricorso al Tar presentato proprio dalla Serenissima all'indomani dell'aggiudicazione del bando alla Rti (Rete temporanea di imprese) guidata dalla Elior che gli sarebbe dovuta subentrare dal primo gennaio.

Fino al 31, proprio per quel ricorso e dunque nell'attesa che il Tribunale amministrativo regionale si pronunci, sarà la Serenissima a proseguire con l'ennesima proroga con anche le nuove tariffe finite nella bufera destinate a slittare per entrare in vigore a febbraio qualora venisse riconosciuta la bontà dell'assegnazione.

La proroga in questione deriva, secondo quanto riferito in commissione, dal divieto di firmare contratti nei 20 giorni successivi alla presentazione di un ricorso, depositato dalla Serenissima Ristorazione l’11 dicembre contro l’esito della gara che ha visto giungere al primo posto un altro raggruppamento di imprese, ricorda Giampietro.

“Abbiamo chiesto rassicurazioni sul fatto che in caso di rigetto dell’istanza di sospensiva, sulla quale il Tar si riunirà il 12 gennaio, non ci siano interruzioni del sevizio a causa di un cambio appalto in pieno anno scolastico - sottolinea il capogruppo Pd - e che non ci siano problemi neppure per il personale. Ma ora ci sono anche i tempi utili per arrivare a una radicale rimodulazione delle carissime tariffe introdotte dalla giunta Masci, considerando che quelle imposte dal centrodestra farebbero di Pescara le mense fra le più care d’Italia, passando dai 3 euro e 71 a quasi 6 euro a pasto a causa dell’abolizione del contributo comunale da sempre garantito al servizio per tenere basse le tariffe”. Un rincaro dovuto, ha sempre replicato l'amministrazione, sia ai rincari che si sono registrati a causa dell'inflazione che alla scelta della mensa biologica. Ragioni che però non hanno mai convinto opposizioni e genitori neanche dopo la previsione di una nuova fascia di reddito per le agevolazioni, quella fino a 22mila euro, ritenuta comunque non sufficiente per coprire i costi ancor più se si ha più di un figlio con mamme che hanno denunciato il rischio di dover lasciare il lavoro e rinunciare alle mense e il tempo pieno per i figli.

“Assieme agli altri consiglieri di opposizione abbiamo ribadito che fare cassa sulle mense delle scuole dell’obbligo è inaccettabile e in fase di discussione del bilancio 2024 chiediamo una netta retromarcia alla giunta Masci e al centrodestra che con la loro decisione – conclude Giampietro - colpiscono violentemente la scuola pubblica e i genitori che lavorano”.

Una sessione di bilancio che partirà ufficialmente con la discussione degli emendamenti mercoledì 20 dicembre e che dunque vedrà il tema caro-mense tra i grandi protagonisti.

Alla commissione oltre a Santilli, ha partecipato anche la funzionaria Alessandra Di Zio su delega del dirigente Marco Molisani.

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