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Martedì, 9 Agosto 2022
Politica

Pronto Soccorso, la denuncia dei sindacati: "È una crisi di sistema, al personale non solo incentivi ma dignità"

I segretari regionali Fp Cgil e Fp Cgil medici e dirigenti sanitari Puglielli e Piccone diffidano le Asl e l'assessore regionale Verì dal promuovere azioni che violino i diritti di pazienti a lavoratori e chiedono posti letto in altri reparti per ridurre i tempi di attesa

Per il segretario generale Fp Cgil Abruzzo Molise Paola Puglielli e il segretario regionale della Fp Cgil medici e dirigenti sanitari Maria Piccone la crisi dei pronto soccorso che si registra in Abruzzo è la cartina tornasole di una grave crisi di sistema che deriva prioritariamente dalla carenza di personale nelle strutture. Se da una parte chiedono quindi di reperire posti letto in altri reparti almeno per tamponare temporaneamente la situazione, dall'altra fanno sapere di aver diffidato l'assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì e le Asl della regione “dall'applicare interventi non condivisi che violino non solo i termini contrattuali, ma anche la dignità dei professionisti ed il diritto alla salute dei cittadini”. “Se non si presidia culturalmente e politicamente una priorità come l'emergenza si continueranno a programmare interventi parziali che puntano sui singoli comparti, tanti 'compartimenti stagno' che non dialogano tra di loro e il rischio – denunciano i sindacati - è la lacerazione del tessuto sociale, con problemi di ordine pubblico fino al rischio di una frattura democratica”. “La fuga dei camici bianchi dal pronto soccorso – chiosano Puglielli e Piccone commentando il fatto che i bandi vanno sempre deserti - non si risolve solo con incentivi economici bensì rendendo la loro vita lavorativa più accettabile”.

Le due sottolineano come tra i problemi principali ci siano le lunghe attese dei ricoveri con persone che aspettano giorni sulle barelle in attesa di essere sistemati. Un problema che “deve essere affrontato e risolto – incalzano - per fare in modo che le tensioni provocate dalla lunga attesa non si traducano in aggressioni verbali ma anche fisiche contro gli operatori sanitari. Bisogna togliere la gestione dell'attesa dal carico di lavoro dei medici e degli infermieri del pronto soccorso e destinarlo ad un gruppo di sanitari dedicato magari anche individuando alcuni reparti (nedicina generale, chirurgia, cardiologia) dove riservare posti letto per i pazienti in attesa. In questo modo gli operatori sanitari del pronto soccorso potranno dedicarsi esclusivamente all'accoglienza dei nuovi arrivi”. Una strategia a breve termine cui però, sottolineano i sindacati, si deve affiancare una programmazione di azioni a medio e lungo termine per trovare una soluzione definitiva al problema. “Apprendiamo dalla stampa – proseguono Puglielli e Piccone - che la Regione Abruzzo sta seguendo da mesi le criticità dei PS nei nostri ospedali mettendo in campo strategie di intervento a breve, medio e lungo termine continuando però ad ignorare i professionisti in causa evitando il confronto a livello regionale con i sindacati che tali professionisti rappresentano al fine di costruire linee strategiche condivise e praticabili”. Fp Cgil Abruzzo e Fp Cgil medici e dirigenti sanitari hanno quindi chiesto all'assessore Verì e alle direzioni generali delle Asl “che le criticità legate alle carenze di personale (e non solo) diventino oggetto di un reale confronto regionale nel quale le parti si impegnano, per quanto di competenza,a condividere uno stesso obiettivo; che in ogni Asl si attivi l'organismo paritetico previsto dall'articolo 6 bis del Contratto nazionale del lavoro 2016- 2018” che

prevede il coinvolgimento e la partecipazione delle organizzazioni sindacali nell'organizzazione dell'azienda, e “che i collegi di direzione che affiancano le direzioni strategiche delle Asl siano formalmente costituiti, con direttori di dipartimento e direttori Uoc in possesso dell'attestato manageriale che li abilitano nel ruolo così come stabilito dalla legge” ricordando, infine, che “la permanenza nel ruolo di direttore di struttura complessa senza l'attestato comporta l'annullabilità degli atti posti in essere”.

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