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Presidio a Pescara per Lorenzo Parelli, il 18enne morto in fabbrica mentre era per l'alternanza scuola lavoro

La manifestazione, prevista venerdì 28 gennaio, è la Libera Associazione Studentesca e parteciperanno sono Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, Giovani Comunisti/e

Un presidio a Pescara per Lorenzo Parelli, lo studente 18enne di un istituto professionale morto in fabbrica lo scorso 21 gennaio schiacciato da una trave durante il Ptco ovvero l'ex alternanza scuola-lavoro.
L'appuntamento è venerdì 28 gennaio, in piazza della Rinascita (piazza Salotto) alle ore 16:30.

A organizzare la manifestazione è la Libera Associazione Studentesca e parteciperanno sono Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, Giovani Comunisti/e. 

«Alla radice di questi episodi c’è un sistema lavorativo dove la sicurezza non esiste, e che causa perciò una media di 4 morti sul lavoro al giorno», si legge in una nota della Libera Associazione Studentesca, «oltre a ciò, l’Alternanza Scuola-Lavoro, introdotta nel 2016 con la Buona Scuola, ha spesso fatto entrare gli studenti delle scuole superiori in aziende e fabbriche dove, invece di ricevere una formazione professionale, sono stati oggetto di sfruttamento e hanno rischiato per la loro incolumità e addirittura per la loro vita. Lorenzo deve essere l’ultima vittima di delle tragedie prodotte da questo sistema fallace: chiediamo che tutta la politica prenda posizioni per risolvere il problema della sicurezza sul lavoro e per rivedere un modello di pcto che ad oggi rischia di mettere in pericolo la vita degli studenti».

Rifondazione Comunista e le/i Giovani Comuniste/i saranno in piazza al fianco di studenti, insegnanti e tutti coloro che sanno ancora indignarsi davanti a una morte così assurda.
«La realtà è che l'alternanza non corrisponde per nulla a quanto sostengono le norme che l'hanno introdotta e la retorica di ministero, associazioni industriali e regione», scrivono Corrado Di Sante e Francesco Belfiglio, «ragazze e ragazzi non arricchiscono il loro percorso formativo ma perdono preziose ore di studio che mai nessuno gli restituirà.  Si deve insegnare ai ragazzi ad amare la lettura, i libri, la conoscenza non mandarli al macello. Non si può rubare la vita ai ragazzi in questa maniera barbara. Si usa la scusa della formazione per procurare manodopera gratuita alle imprese. Siamo tornati a una società iper-classista. Il governo Renzi che introdotto l'obbligo dell'alternanza e tutti coloro che  l'hanno votata in parlamento sono da ritenersi politicamente responsabile di quanto sta accadendo. È emblematico del carattere regressivo della norma che le aziende ospitanti siano sgravate dagli obblighi di legge previsti dell'articolo 37 della legge 81/2008 sulla salute e  sicurezza dei lavoratori, un onere che ricade sulle istituzioni scolastiche ed affidato ad un e-learning sulla piattaforma Inail. Sono talmente ottusi ed ipocriti che ultimamente hanno rinominato l'alternanza: Pcto-Percorsi per le competenze  Trasversali e l’Orientamento, ma la sostanza per migliaia di studentesse e studenti non cambia. La legge numero 107/2015 (ribattezzata "Buona scuola") che ha istituito l'obbligo di alternanza scuola lavoro e previsto che la formazione professionale si possa fare lavorando gratis nelle aziende, va abolita. Chiediamo alla Regione Abruzzo e all'ufficio scolastico Regionale di fornire i dati in merito agli studenti in alternanza, alle realtà coinvolte e di verificare le condizioni di sicurezza nelle quali si trovano a lavorare studenti e studentesse a cominciare da quanti sono coinvolti in percorsi di alternanza in istituti professionali e tecnici. Che fine hanno fatto i monitoraggi pubblicati e non più aggiornati sul sito https://www.abruzzoscuolalavoro.it/? Basta morti sul lavoro, Basta alternanza, studentesse e studenti non sono carne da macello».

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